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Risiko in Camera di Commercio
"Controlli su tutte le associazioni"


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, Economia
La Camera di commercio di Palermo

Il leader degli industriali palermitani Alessandro Albanese punta alla guida dell'ente di via Amari. Il cartello guidato da Confindustria chiede di passare al setaccio tutte le associazioni e nuovi apparentamenti. Un nuovo colpo di scena nel braccio di ferro per il controllo dell'ente.

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PALERMO - "Chiediamo trasparenza sui numeri di tutte le associazioni: bisogna resettare tutto quello che è successo finora alla Camera di Commercio di Palermo". Alessandro Albanese non usa mezzi termini e nella sede di Confindustria, nell'anniversario dell'arresto dell'ex presidente della Camera Roberto Helg, interviene così nel caos in cui è piombato via Amari nel bel mezzo della fusione fra il capoluogo siciliano ed Enna. Un braccio di ferro serrato per il controllo dell'ente, sinora commissariato, e che si intreccia alla partita sull'aeroporto.

Albanese, candidato del cartello di associazioni di cui fanno parte anche Asstra, Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Fittel e Legacoop, è il candidato contrapposto alla coalizione di Confcommercio-Cidec, guidata da Patrizia Di Dio. Una corsa in cui non sono mancati i colpi di scena: prima il passaggio di alcune associazioni dalla coalizione di Confcommercio a quella di Confindustria (Cna, Confesercenti, Casartigiani e Confartigianato) e poi la denuncia (con tanto di ricorso al Tar) di Confcommercio sui numeri di Confimpresa Euromed, destinataria di sei posti a cui però l'associazione ha rinunciato dopo le polemiche. Un bailamme in cui viene messa in discussione la legalità e la regolarità delle procedure. Il cartello di Confindustria ha per questo presentato una richiesta di accesso agli atti per verificare tutti i numeri e chiede di rifare gli apparentamenti. Una situazione di puro caos (comune anche ad altre Camere siciliane) che rischia di provocare lo stallo delle operazioni di rinnovo degli organismi.

"Non temiamo alcun atto ispettivo, ma i ricorsi ci faranno perdere tempo mentre le aziende hanno bisogno di un ente che funzioni, abbiamo lamentato una mancanza di collegialità", dice Sebastiano Canzonieri di Cna. "Bisogna capire se la nuova Camera potrà sostenersi economicamente, per questo ho deciso di collaborare al progetto di Confindustria, stiamo valutando con un avvocato la possibilità di modificare l'apparentamento. L'unica poltrona che voglio salvare è quella della mia professione di barbiere però mi chiedo perché le denunce arrivino solo ora", aggiunge Nunzio Reina di Confartigianato.

Per Maurizio Pucceri di Casartigiani "la rottura dell'apparentamento con Cidec e Confcommercio nasce da quanto è stato riportato dalla stampa: Confcommercio avrebbe cercato un accordo con altri senza informarci. Non era accettabile". Secondo Cesare Arangio di Confcooperative "bisogna completare le procedure in modo trasparente e legale, ma in tempi brevi. La Camera di Commercio di Enna viene da sei anni di commissariamento". "Noi abbiamo un posto di diritto - spiega Filippo Parrino di Legacoop - non partecipiamo a gare, ma siamo a servizio delle imprese e alle imprese dobbiamo rispondere. La Camera non gestisce soldi pubblici, ma i soldi delle imprese. Il risultato finale? Siamo 14 imprese, e' facile immaginarlo. Siamo tutti per la legalità e la trasparenza, alcune dichiarazioni sono state disdicevoli".

"Dopo l'arresto di Helg e con la crisi che c'e', Palermo aveva bisogno di altro e non certo di queste beghe - dice Mario Attinasi di Confesercenti - serve un progetto di sviluppo per Palermo e Enna. Confcommercio si era impegnata a candidare Salvatore Diliberto, per evitare che il presidente dell'associazione coincidesse con quello della Camera, ma poi hanno cambiato idea. Inoltre Confcommercio, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbe incontrato Confimprese per raggiungere un accordo. A questo punto non c'erano più i presupposti per continuare a camminare insieme".

Le associazioni chiedono un controllo a tappeto dei numeri presentati, riprendendo poi le procedure, e nel frattempo lavorano a un programma comune. "Noi chiediamo discontinuità - aggiunge Claudio Iozzi di Asstra e Fittel - riteniamo che ci siano le professionalità per farlo. Da che pulpito arrivano certe affermazioni?". Adesso la palla torna in mano all'assessorato regionale: potrebbe decidere di ricominciare da capo, rifacendo gli apparentamenti dopo i controlli a tappeto e rimettendo in gioco i sei seggi di Confimpresa, oppure andare avanti ma a quel punto il rischio dei ricorsi e' più concreto che mai.