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Corte dei Conti 2

I beni sequestrati e l'antimafia
nel mirino dei giudici


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corte dei conti, saguto, Cronaca, Palermo

Dopo la magistratura ordinaria anche la Corte dei Conti sta indagando sul "grande affare" della gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. (Nella foto Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale).

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PALERMO- Una sezione del tribunale sotto inchiesta e 31 istruttorie aperte a carico di amministratori giudiziari. Dopo la magistratura ordinaria anche la Corte dei Conti sta indagando sul "grande affare" della gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. La procura regionale, ha detto il procuratore Giuseppe Aloisio nel suo intervento all'apertura dell'anno giudiziario, si è mossa sulla scia del caso che ha coinvolto Silvana Saguto (nella foto) ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale. E ha messo a fuoco, oltre alla figura del magistrato, anche quella degli amministratori giudiziari.

Per molti vengono ipotizzate responsabilità gestionali: favoritismi, interessi personali, perfino vantaggi per amici e parenti. "L'argomento - ha detto Aloisio - è di forte impatto sociale e di grande rilievo perché sottopone all'esame dell'opinione pubblica la validità di un sistema che converte alla legalità un segmento di economia illecita, affidandone la gestione a professionisti incaricati dallo Stato". Nel caso Saguto e in tutti gli altri che coinvolgono amministratori giudiziari si è posto, ha tuonato il procuratore regionale, "una questione morale ineludibile: nessuno può tirarsi fuori dal rispetto delle regole, tanto più chi ha giurato allo Stato di farle rispettare". Aloisio ha puntato il dito sui magistrati e sugli amministratori sotto inchiesta ma ha anche ricordato che sono stati altri colleghi a promuovere le indagini e a mettere sotto accusa un "sistema" perverso. La Procura regionale ha poi aperto una serie di istruttorie nei confronti di vari "paladini dell'antimafia". Il caso più eclatante è quello di Roberto Helg, il presidente della Camera di commercio di Palermo arrestato mentre intascava una tangente di centomila euro. "I fenomeni corruttivi - ha detto il procuratore - restano una realtà molto diffusa: nel 2015 abbiamo riscontrato almeno un centinaio di casi". (ANSA)