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Falsomiele, l'addio a Bontà e Vela
"Uccisi due uomini adorabili"


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, Cronaca
Il funerale di Giuseppe Vela

Una folla commossa si è stretta attorno ai familiari di Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela. Il parroco: "Perché tanta violenza?". (Nella foto i funerali di Vincenzo Bontà)

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PALERMO - Due cadaveri e un unico interrogativo. “Perché tanta ferocia?”, se lo chiede il sacerdote e se lo chiedono le tante persone che si sono strette attorno ai familiari di Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela, assassinati in via Falsomiele.

Nella chiesa di Santa Caterina da Siena, nel quartiere dove è avvenuto l'omicidio, amici e parenti di Vela ascoltano le parole del parroco Don Nicasio Lo Bue. "Dalle notizie che abbiamo letto in questi giorni resta ancora sospesa una domanda - spiega - Perché? Perché tanta ferocia. Per quale motivo hanno agito in questo modo violento contro un padre esemplare e un marito amorevole? Giuseppe era un grande lavoratore, una persona che amava il suo lavoro. Perché tanta violenza?".

Poi il sacerdote guardando la moglie ha raccontato un aneddoto: "Ho incontrato una volta Giuseppe mentre lavorava in un giardino nei pressi della parrocchia. Si vedeva che era persona esperta. Abbiamo parlato di potatura. Uno degli aspetti più delicati del mestiere di giardiniere. Era una persona umile, amabile. Noi dobbiamo augurarci che la morte di Giuseppe serva per un radicale cambiamento nel quartiere. Con la violenza non si ottiene nulla. Si porta solo tristezza e distruzione nella nostra società".

Poche ore dopo, don Nicasio si sposta nella chiesa del cimitero di Sant'Orsola e si confronta con lo sgomento che accompagna il dolore."Chi usa le armi - dice - è un uomo debole. Solo i deboli imbracciano i fucili. Con le armi non si costruisce nulla di distrugge. Anche qui davanti a voi come ho fatto questa mattina ribadisco il perché di questa morte. Perché?".

In questi giorni di dolore padre Nicasio è stato vicino alla famiglia di Vincenzo Bontà e alla moglie Daniela Bontade. "Mi sono fatto una precisa idea, siete una bella famiglia e Vincenzo era un padre e un marito adorabile. Sapeva cucinare, stirare, lavare. Sapeva organizzare la propria vita in funzione dei propri cari. Era una persona dolce. Anche se ha vissuto poco in questa terra ha lasciato il segno in chi vivrà. Spero che questa morte, come quella di Giuseppe, possa rappresentare un cambiamento per Falsomiele".