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Il corsivo

Il salvagente antimafia di Crocetta


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rosario crocetta, Politica

Il governatore in difficoltà torna a cavalcare la retorica legalitaria. E annunciando provvedimenti di buon senso non rinuncia alle battute sopra le righe.

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La Regione caccia i forestali con condanne per reati gravi sul groppone. E si preparerebbe a dare il ben servito a quelli che sarebbero responsabili di aver appiccato incendi. Una misura legittima e in linea di principio senz'altro condivisibile. A cui, come da copione, Rosario Crocetta s'è aggrappato come ai vecchi tempi per rispolverare un po' la sua immagine offuscata. Come nei suoi mesi più arrembanti, e come non accadeva da un po', il governatore ne ha subito approfittato per una conferenza stampa delle sue. Tornando a cavalcare la retorica legalitaria e antimafiosa dei tempi che furono. Quasi a dire: sono ancora io, non me ne sono andato. E così, per commentare una misura di buon senso, ecco a corredo il côté di crocettismi. L'immancabile riferimento al torbido passato (spazzato via dall'avvento della rivoluzione), in cui “i malandrini hanno avuto prebende, privilegi e tutele”. Il consueto commento sopra le righe e approssimativo (“Difficile ad esempio che il cognome Brusca non dica nulla”, dice il presidente e vien da chiedersi se i Messina o i Denaro di Sicilia a quel punto vorranno tutti cambiar cognome per non passare guai). E poi il colore e il gusto della battuta, a cui il presidente mai rinuncia: “Mi assumo la totale responsabilità di questi provvedimenti. I dirigenti potranno dire che la colpa è di quel 'cornuto' di Crocetta". Sullo sfondo il refrain della mafia, che aveva anticipato la conferenza stampa di oggi, con la notizia servita in antipasto ai giornali dei “forestali-mafiosi”. Anche se magari mafiosi di risulta, attaccati allo stipendio-sussidio degli operai. Sono solo una parte degli operai da licenziare, ma nella retorica crocettiana vengono prima di ogni altra cosa, e come potrebbe essere altrimenti? Il governatore ora annuncia un repulisti (lui parla di “bonifica”) anche nel resto dello sconfinato esercito degli stipendiati dalla Regione. Una buona notizia, se tutto procederà nel rispetto delle norme e senza certi eccessi da processo sommario che si scorsero nella prima fase della sua presidenza. Per il momento non resta che annotare il ritorno di Palazzo d'Orleans alla retorica legalitaria, ultimo consunto salvagente per un'istituzione alla deriva.