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il caso castelvetrano

Il sindaco: "Leggi inadeguate
Consiglio 'costretto' alle dimissioni"


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Il sindaco di Castelvetrano, Felice Errante

Felice Errante: "Dai consiglieri un bel segnale di legalità, ma quanta amarezza nel vedere andare a casa un organismo eletto democraticamente. Le istituzioni non avevano strumenti per cacciare Giambalvo". Possibili le dimissioni del primo cittadino, "ma prima attendo la commissione Antimafia".

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CASTELVETRANO (TRAPANI) - Da un lato la soddisfazione "per la grande prova di rispetto della legalità data dalla mia comunità", dall'altro "l'amarezza" per un consiglio comunale "democraticamente eletto e costretto a dare le dimissioni" per cacciare uno dei suoi componenti che aveva osannato in alcune intercettazioni il latitante Matteo Messina Denaro. Sullo sfondo l'ipotesi delle proprie dimissioni. Al telefono Felice Errante, sindaco di Castelvetrano, rivendica l'orgoglio per la scelta "di campo" fatta dalla maggioranza dei consiglieri comunali che con le proprie dimissioni hanno causato la caduta del Consiglio. "Hanno dimostrato maturità e voglia di distinguersi dalle affermazioni di Giambalvo", dice Errante che segnala la differenza di comportamento "rispetto alla incapacità delle leggi in vigore di risolvere il problema che si era creato".

Giambalvo, prima arrestato e poi assolto dall'accusa di essere un fiancheggiatore del superlatitante, ha anche spiegato di aver raccontato "fesserie" in quei dialoghi. "Ma non è bello constatare che le istituzioni non hanno alcun strumento per far decadere Giambalvo - sottolinea il sindaco di Castelvetrano, ascoltato da LiveSicilia - e che per colpa di un 'cretino' un intero organo democraticamente eletto è stato costretto alle dimissioni. Eravamo davanti all'impotenza di un ministro (Alfano, ndr) e di un prefetto (Falco, ndr) sotto il profilo degli strumenti legislativi".  Dalla città di Messina Denaro, dunque, "arriva un bel segnale. Nonostante tutti i commenti della solita antimafia di facciata nei confronti della nostra città - ricorda Errante - e nonostante fossimo davanti a una persona che non appartiene a Cosa nostra, Castelvetrano ha dato vita a una vera scelta di legalità con i fatti, non con le chiacchiere".   

Al momento Errante resta al suo posto, ma l'ipotesi di lasciare l'incarico è comunque nell'aria: "Attendo di essere ascoltato dalle commissioni Antimafia nazionale e regionale - spiega - e soltanto quando avrò la certezza che la mia città non verrà accostata alla mafia valuterò tutte le possibilità. Non escludo alcuna ipotesi".