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In funzione le 46 antenne del Muos
Monitoraggio sulle emissioni


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, Caltanissetta

Nella base ci sono sei tecnici nominati dal Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), accompagnati dalle forze dell'ordine e dai legali dei comitati No Muos e del Comune.

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PALERMO - Sono in funzione da circa tre ore le 46 antenne del Muos, il sistema satellitare della Marina militare statunitense che si trova in contrada Ulmo, a Niscemi (Cl). Nella base ci sono sei tecnici nominati dal Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), in Sicilia organo d'appello del Tar, accompagnati dalle forze dell'ordine e dai legali dei comitati No Muos e del Comune. I tecnici stanno misurando le emissioni elettromagnetiche delle antenne per stabilire se sono nocive per la salute. Le operazioni si concluderanno venerdì. Lo stop ai lavori del Muos, deciso dal Tar e confermato dal Cga, è condizionato ai risultati dei controlli che dovranno stabilire se l'elettrosmog è nocivo per la salute. Intanto, fuori dalla base, davanti al cancello 1, è in corso una manifestazione dei comitati No Muos: in prima fila le mamme e gli studenti del liceo scientifico di Niscemi. "Si sta svolgendo tutto il modo pacifico - dice il sindaco di Niscemi Franco La Rosa - al di là dell'esito di queste rilevazioni, per noi la struttura è abusiva". Il Muos ricade nella riserva naturale orientata Sughereta, istituita dalla Regione siciliana nel '97, prima che la stessa Regione autorizzasse i lavori del Muos.

Al termine della manifestazione dei "No Muos", davanti alla base americana di contrada Ulmo, la polizia ha arrestato il pacifista catanese, Turi Vaccaro, di 62 anni, originario di Marianopoli (Caltanissetta) con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento di un'automobile del commissariato di Gela. Vaccaro era stato fermato per avere violato il divieto di soggiorno nella provincia di Caltanissetta, impostogli dal tribunale di Gela come provvedimento accessorio alla condanna di 7 mesi di reclusione per gli stessi reati contestatigli oggi, che aveva compiuto nel luglio del 2013, durante una protesta anti Usa nel lungomare gelese. Visibilmente agitato, il pacifista si è sdraiato sul sedile posteriore dell'auto della "squadra volante" e a piedi uniti ha sfondato il finestrino dello sportello destro. La polizia lo ha rinchiuso nel carcere di contrada "Balate" a Gela, a disposizione della magistratura. Potrebbe essere processato per direttissima.