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La protesta delle scuole paritarie
"Scellerato il taglio dei contributi"


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PALERMO - ''Una scelta scellerata che ha leso il diritto di scegliere liberamente la scuola per i propri bambini''. Dario Cangialosi, segretario regionale della Fism (la federazione italiana delle scuole materne) commenta così l'azzeramento da parte della Regione Siciliana dei contributi verso gli istituti paritari per l'infanzia. ''La Regione ha deciso di non prendersi cura dei bambini dai tre ai cinque anni – afferma Cangialosi -. Prima con l'azzeramento del Buono Scuola, che prevedeva il rimborso della retta. Adesso con il taglio netto del contributo per le famiglie in condizioni economiche disagiate. Contributo già di per sé piuttosto esiguo, di appena 2.500 euro l'anno. Ma che adesso è stato cancellato del tutto''.

Una scelta, quella della Regione Siciliana, che secondo Cangialosi si pone in contraddizione con le politiche comunitarie. ''La Ue ha già sollecitato con due risoluzioni l'Italia, ritenendo la libera scelta scolastica un tratto distintivo di una società all'avanguardia. E mentre le altre Regioni si stanno adeguando, la Sicilia continua a fare passi indietro''. La Fism Sicilia ha deciso, dunque, di mobilitarsi. ''Scenderemo in piazza a Palermo con due presidi – spiega Cangialosi -. Venerdì 11 saremo in piazza Indipendenza, di fronte al Palazzo d'Orleans. Sabato e domenica, invece, in via Ruggero Settimo. Distribuiremo volantini, esporremo striscioni, cercheremo di sensibilizzare soprattutto le famiglie, che sono la vera vittima delle scelte della Regione''.

Con l'azzeramento dei contributi, le scuole paritarie saranno costrette ad aumentare le rette. ''Di fatto sarà così – ammette il segretario regionale della Fism -. Altrimenti rischiamo di chiudere, lasciando un vuoto nel sostegno educativo. Il 50 per cento dei bambini tra i tre e i cinque anni sono, infatti, affidati alle scuole paritarie. E questo perché per loro non c'è posto nelle strutture pubbliche. La politica deve capire che noi non siamo un peso, ma una risorsa. Permettiamo alle casse dello Stato un risparmio annuo non indifferente''.

Risparmio che l'Ocse ha stimato in sei miliardi e mezzo di euro l'anno, ha fatto sapere il presidente della Fism Sicilia Nicola Iemmola. Che non perde la speranza. ''Alcuni parlamentari ci hanno assicurato che nella prossima manovra, in programma il 15 marzo, si dovrebbero trovare i finanziamenti necessari per questo seppur piccolo contributo – ha detto -. Continuiamo a sperare, ma nel frattempo rivolgiamo un appello ai genitori e a tutta la società civile, perché facciano sentire la propria voce nei confronti di un Parlamento siciliano che sembra voler perseguire un disegno finalizzato alla scomparsa di queste scuole con conseguente pregiudizio della pluralità dell’offerta formativa e della libera scelta educativa dei genitori''.