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L'inchiesta

Auto, favori, soldi: è il 'libro mastro'
Le accuse a Bosco e Costanzo


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L'ordinanza. La ricostruzione di tutti i pagamenti e dei presunti favori che sarebbero stati concessi dagli indagati ad alti funzionari Anas: noleggi auto, somme in contanti e consulenze. La maxi-operazione e gli arresti.

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PALERMO- Agli atti dell'inchiesta “Dama Nera 2” che coinvolge i tre big dell'imprenditoria siciliana Mimmo Costanzo, Concetto Bosco e Giuseppe Ricciardello, c'è la ricostruzione di tutti i pagamenti e dei presunti favori che sarebbero stati concessi dagli indagati ad alti funzionari Anas: noleggi auto, somme in contanti e consulenze.

Nell'ordinanza di custodia cautelare “Dama Nera 2” - di cui Livesicilia è in possesso - un intero capitolo è dedicato al gruppo Ricciardello di Messina, guidato da Giuseppe Ricciardello, padre del sindaco di Brolo e suocero del deputato regionale Nino Germanà, estraneo alle indagini. I magistrati della Procura di Roma contestano l'accusa di corruzione a Antonella Accroglianò, la “Dama nera” delle tangenti all'Anas, già coinvolta nella prima tranche dell'inchiesta, dirigente dell'Anas che avrebbe “sollecitato la disapplicazione di una penale nei confronti dell'impresa Ricciardello” da ben 1,8milioni di euro. La Accroglianò si sarebbe attivata per consentire lo sblocco dei pagamenti in favore dell'imprenditore e avrebbe ottenuto la consegna di denaro in cambio dell'aggiudicazione di una gara d'appalto.

La dirigente, attualmente ai domiciliari, avrebbe chiesto all'imprenditore Ricciardello di far avere, “attraverso sue conoscenze”, la cittadinanza italiana al marocchino Samir Mouhaji. L'imprenditore messinese si sarebbe impegnato a conferire un'incarico di consulenza a Galdino Accroglianò, fratello della “Dama nera” e avrebbe pagato servizi di noleggio con conducente svolti da Walter Lucaferri, “persona di fiducia -scrivono i magistrati- della Accroglianò, in favore di quest'ultima e del suo nucleo famigliare” per ben 94.576,90 euro.

IL LIBRO MASTRO DELLA TURBATIVA- Un capo d'indagine è dedicato alla turbativa d'asta per la realizzazione della strada statale 117 Centrale sicula, eterna incompiuta finanziata da Anas e Regione con 57milioni di euro. In particolare i magistrati si concentrano sullo svincolo di Nicosia Nord. La Accroglianò avrebbe fatto da tramite tra gli interessi di Ricciardello (“a lei legato da stabili vincoli di corruttela”), e Giuseppe Barilà, “interessato alla propria migliore collocazione all'interno di Anas Spa”. Nel capo d'accusa è coinvolta anche Elisabetta Parise, dirigente di Anas “legata da rapporti di conoscenza e stabile frequentazione con Marco Martinelli”, deputato nazionale componente della Commissione Ambiente, “soggetto che in virtù del ruolo istituzionale poteva quindi garantire la nomina di un presidente di gara che non fosse ostile all'impresa Ricciardello, nonché informazioni”.

A Ricciardello sarebbe stato garantito “un costante interessamento in favore dell'impresa a lui riferibile”. La gara d'appalto sarebbe stata turbata a favore di Ricciardello, che a sua volta avrebbe consegnato, “per l'interessamento svolto”, alla Accroglianò la somma contanti di 30mila euro che, secondo gli accordi, quest'ultima avrebbe diviso in tre quote da 10mila euro: una destinata a sé, una a Elisabetta Parise e una a Marco Martinelli. Ricciardello avrebbe promesso anche “la complessiva e ulteriore somma di 270mila euro destinata ad Accroglianò, Parise e Martinelli”. La Ricciardello Costruzioni si è aggiudicata appalti con Anas per 27milioni di euro tra il 2010 e il 2015 e per 20milioni di euro tra il 2004 e il 2005.

Concetto Bosco e Mimmo Costanzo, fondatori della Tecnis, sarebbero stati favoriti nell'aggiudicazione della gara per la realizzazione dell'Itinerario Basentano e del raccordo Sicignano-Potenza, sarebbero stati destinatari di pagamenti “con priorità rispetto ad altri appaltatori” e avrebbero ottenuto la presa d'atto per la variante di Morbegno del valore di 145milioni di euro. Bosco, Costanzo e Luigi Meduri sono accusati di corruzione. I magistrati indagano sui comportamenti di Antonella Accroglianò, Oreste De Grossi, Concetto Bosco Lo Giudice e Mimmo Costanzo: gli imprenditori della Tecnis avrebbero consegnato 200mila euro.

Attilio Floresta, legale di fiducia di Mimmo Costanzo, sottolinea l'estraneità del proprio assistito: “Si tratta di un fatto già affrontato e chiarito, del quale Mimmo Costanzo non si è mai occupato. La Tecnis aveva vinto la gara, anche volendo, in astratto, quindi, non aveva bisogno di pagare”.

TUTTI GLI INDAGATI. Nell'inchiesta Dama Nera 2 diciannove, tra imprenditori e funzionari Anas, sono stati destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari. In totale gli indagati sono 36. Tutti i nomi.

Antonella Accroglianò, domiciliari; Oreste De Grossi, custodia in carcere; Sergio La Grotteria, carcere; Giovanni Parlato, carcere; Antonino Ferrante, domiciliari; Giuseppe Silvagni, indagato; Saverio Silvagni, indagato; Eugenio Battaglia, indagato; Concetto Bosco Lo Giudice, domiciliari; Mimmo Costanzo, domiciliari, Luigi Meduri, indagato, Girolamo De Sanctis, indagato; Francesca De Sanctis, indagata; Giuliano Vidoni, indagato, Pasquale Perri, indagato; Alberto Buffone, indagato; Giuseppe Ricciardello, domiciliari; Giuseppe Barilà, indagato; Elisabetta Parise, domiciliari; Marco Martinelli, indagato; Giulia Serrao Ciriaco, indagata; Stefano Liani, indagato; Alberto Brandani, indagato; Vito Rossi, domiciliari; Giuseppe Colafelice, domiciliari; Paolo Tarditi, domiciliari; Andrea Musenga, domiciliari; Giovanni Spinosa, domiciliari; Vincenzo Loconte, domiciliari; Sergio Vittadello, domiciliari; Nicola Rubino, indagato; Carmelo Misseri, domiciliari; Antonio Valente, domiciliari; Roberto Fioravanti, indagato; Emiliano Cerasi, domiciliari; Maurizio Cicconetti, indagato.