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Morto per una lite col fratello
Un quartiere sotto choc


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Francesco Capace

Francesco Capace ha perso la vita in seguito ad una grave emorragia. Gli amici e i conoscenti di corso dei Mille increduli: "Siamo certi, suo fratello non voleva fargli del male".

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PALERMO - "Ciccio, ti vogliamo bene". E' un messaggio scritto con un pennarello rosso, accanto alla persiana verde su cui la polizia ha apposto i sigilli. In quel piano terra di corso dei Mille abitava il 24enne Francesco Capace con la sua famiglia. Madre, padre e il fratello Giuseppe di trent'anni che è ora indagato per omicidio preterintenzionale. Quello che dai familiari è stato descritto come un incidente ha spezzato la vita del ragazzo che nella zona di piazza Torrelunga in tanti conoscevano. E' un quartiere sotto choc, incredulo da lunedì notte, quando la notizia della morte del giovane ha cominciato a diffondersi. La corsa disperata in ospedale e le preghiere non sono bastate e quell'impatto contro una vetrata tagliente si è rivelato fatale.

In base a quanto rilevato dalla polizia si tratterebbe di una porta scorrevole di vetro già danneggiata da tempo, su cui Francesco sarebbe finito durante una lite col fratello. A ricostruire quei tragici momenti saranno gli uomini della squadra mobile che, coordinati dalla Procura, stanno in queste ore conducendo le indagini. Fondamentali saranno gli ulteriori sopralluoghi nell'abitazione che è stata sequestrata: da lì Francesco è stato trasportato sanguinante al Buccheri La Ferla, aveva un'arteria recisa e un'emorragia gravissima. Nemmeno il delicato intervento a cui è stato sottoposto al Policlinico è riuscito a salvargli la vita e quel litigio per un pacchetto di sigarette si è trasformato in tragedia.

"E' stato sfortunato - dice l'amico Marco - la sua vita non doveva finire in questo modo. Trascorrevamo intere serate insieme, scherzavamo, andavamo in giro per locali. Ogni giorno gli volevo bene sempre di più. Io facevo di tutto per lui, lui per me. Eravamo amici affiatati sin da piccoli, sempre insieme. Quello che è successo mi distrugge". "Già - aggiunge Stefano - una persona dalla disponibilità rara, un ragazzo d'oro. L'ultima volta l'avevo visto proprio sabato. Siamo stati in piazza con gli altri ragazzi. Non avrei mai immaginato che sarebbe andato via per sempre poche ore dopo".

Francesco cercava da tempo un lavoro. Nel frattempo trascorreva le sue giornate andando in palestra, portando in giro il suo cane Sharon, e uscendo con gli amici. L'appuntamento era sempre in piazza Torrelunga, a pochi metri da casa. "Lì adesso manca il suo sorriso - aggiunge Marco -, è come se se ne fosse andato un nostro fratello. I nostri pomeriggi alla Playstation e le passeggiate non saranno più le stesse. E' morta una parte di noi. Una tragedia che colpisce tutta la famiglia, compreso il fratello, un ragazzo dall'animo buono che, ne siamo certi, non voleva fare del male a Francesco. E' stata una disgrazia".

Benny, Cristian, Manuel, Alessia, Francesco, Antonio, Jessica, Aurora, Alessandro e i commercianti della zona ricordano gli ultimi momenti trascorsi con Francesco: "Parlava sempre della Juventus, era un grande tifoso. Amava la musica house, aveva solo voglia di vivere. Aspettiamo che venga effettuata l'autopsia, poi lo saluteremo per l'ultima volta". "Siamo tutti molto addolorati per quello che è successo - dice il titolare di un'officina di fronte casa Capace - è terribile sapere che una famiglia di buone persone è stata colpita da una disgrazia simile. Siamo vicini al loro dolore con tutto il cuore".