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I nuovi regionali

La Regione torna ad assumere
Chi entra e chi esce


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, Politica

Avvocati, medici, giornalisti e nuovi precari. Grazie a leggi dell'Ars, concorsi e pronunce dei giudici, per migliaia di siciliani si riaprono le porte di Palazzo d'Orleans.

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PALERMO - Avvocati, medici, giornalisti e nuovi precari. Portati dentro il grembo di mamma Regione da leggi, deroghe e persino la pronuncia di qualche giudice. La Regione si popola. E si ripopolerà. Mentre vengono “cacciati” Forestali con condanne per mafia ignorate per anni da politica e amministrazione e mentre persino i testimoni di giustizia assunti un anno fa minacciano “di dimettersi in massa” per le condizioni con le quali sono stati utilizzati finora, ecco che affacciarsi nuovi aspiranti “regionali”, nel senso ampio di chi, in un modo o nell'altro, riceverà uno stipendio proveniente dalle casse di Palazzo d'Orleans.

La Sanità

Le assunzioni dovevano arrivare, stando alle entusiastiche dichiarazioni di alcuni direttori generali, già l'anno scorso. Per mesi, insomma, sembrava “tutto pronto” per i concorsi nella Sanità. E invece, come era prevedibile (e previsto) si è dovuto attendere. E pure parecchio. Sfumata, tra rimpasti e problemi burocratici, anche la scadenza del 2015, la macchina di Piazza Ottavio Ziino stavolta sembra si stia davvero mettendo in moto. Con tutte le difficoltà del caso. A cominciare anche dalla scelta di utilizzare, per pagare i mutui della Sanità, oltre 120 milioni del fondo sanitario. A poco a poco, però, si partirà. E un passo finalmente decisivo è quello relativo all'approvazione di atti aziendali e piante organiche delle Asp. Si partirà quasi certamente, però, dalle stabilizzazioni dei precari, poi si attingerà alla mobilità e alle graduatorie già approvate. Solo dopo si potrà pensare di aprire ai concorsi per facce e nomi nuovi nel sistema sanitario siciliano. In tutto, i contratti dovrebbero essere circa 4.500. Un terzo soltanto per i “nuovi assunti”. Che saranno individuati attraverso singoli concorsi banditi dalle Asp.

Gli ex sportellisti

Per il sindacato “Cobas-Codir” si tratta del tentativo di assumere 1.500 persone da sottoporre al giogo del precariato, da sempre leva del consenso politico. A dire il vero, la norma arrivata in prima commissione per la contrattualizzazione dei lavoratori degli ex sportelli multifunzionali non prevedeva nemmeno un chiaro stanziamento economico. A “sistemare” la situazione sarebbe intervenuta una relazione tecnica del governo regionale. La norma prevede la possibilità, una volta verificato il fabbisogno dei Centri per l'impiego e nel rispetto delle procedure di selezione pubblica, di assumere i lavoratori con un contratto di due anni. Una “porcata inaccettabile” secondo il sindacato: “Il governo vorrebbe mettere sul groppone della Regione altri 1.500 precari da soggiogare al ricatto politico”. I lavoratori, dal canto loro, sperano. Dopo essere stati traumaticamente estromessi da un settore ridotto alle macerie come quello della Formazione e dell'orientamento al lavoro. E dopo essere andati avanti per mesi senza stipendio o con qualche progetto trimestrale.

Avvocati e testimoni

La vicenda era stata sollevata in piena Finanziaria, quando l'Ars bocciò la proposta del governo di “aprire” a nuove assunzioni di avvocati nella struttura dell’Ufficio legislativo e legale della Regione. "Quell'ufficio è rimasto senza avvocati", aveva provato a spiegare Crocetta, facendo riferimento agli effetti dei prepensionamenti. Adesso l'esecutivo ci riprova, con una norma inserita appunto nella cosiddetta “legge stralcio”: un articolo che consente, in pratica, di trasferire “in comando” da altri enti pubblici alla Regione, fino a 15 dipendenti. I cui stipendi saranno a carico appunto della Regione stessa. Per questi nuovi posti il governo ha previsto infatti uno stanziamento di 225 mila euro in un anno.

E insieme ai nuovi avvocati, ecco in arrivo anche i nuovi testimoni di giustizia. Personale che può essere assunto in deroga al vigente blocco delle assunzioni, che è stato prorogato, in realtà, fino alla fine del 2016 in occasione dell'ultima finanziaria. Al momento, i testimoni assunti sono 16, tutti nella sede di Roma, tra le polemiche. Altri nove sarebbero immediatamente assumibili. Il numero complessivo a cui punto il governo è quello di 48 nuovi assunti. I lavoratori, stando all'ultima Finanziaria, costeranno altri 800 mila euro, per le vecchie e per nuove assunzioni da compiere quest'anno.

Giornalisti e laureati

E il 2016 doveva essere, in effetti, un anno sotto certi aspetti storico. Stando alla finanzaria dell'anno scorso, infatti, “l’amministrazione regionale, previa verifica delle proprie esigenze funzionali, - si legge nel testo - è autorizzata a bandire concorsi pubblici”. I concorsi, alla Regione. Una rivoluzione, insomma. Peccato che, in realtà, se concorsi ci saranno, potranno consentire l'ingresso in Regione di pochissimi nuovi regionali. La norma, infatti, prevede la possibilità di mettere a bando un numero di posti pari al 10 per cento di quelli relativi ai dipendenti andati in pensione. Inizialmente la norma faceva riferimento ai “prepensionamenti”, certamente più numerosi rispetto al pensionamento “semplice”, che ha condizioni meno favorevoli. Ma lo Stato, in sede di impugnativa, ha chiesto alla Regione di “restringere” ai pensionati “classici”. Così, quel 10 per cento potrebbe corrispondere a un numero di regionali che possono essere contati con le dita di una mano. Due al massimo. Tra questi, anche “operatori dell’informazione professionale e della comunicazione istituzionale iscritti all’ordine dei giornalisti”. A proposito, è fallito il tentativo del governo di resuscitare un Ufficio stampa di 7 giornalisti, scelti direttamente da presidente e assessori.

Sicilia e-servizi, la maledizione delle assunzioni

Era stato licenziato da Sicilia E-Servizi per non aver superato il periodo di prova. Adesso dovrà essere riassunto. Lo ha deciso la sezione Lavoro del Tribunale di Palermo che ha dichiarato illegittimo il licenziamento, intimato a marzo del 2014, a un ex dipendente di Sicilia Sevizi Venture, ex socio privato della società regionale che si occupa di servizi informatici. La vicenda risale a gennaio di due anni fa quando 76 dipendenti dell'ex socio privato Sisev erano stati assunti da Sicilia E-Servizi con un contratto di lavoro che prevedeva un periodo di prova di quattro mesi. Assunzioni finite prima nel mirino della Procura contabile, quindi di quella ordinaria che ha respinto l'istanza di archiviazione chiesta dal pm per lo stesso Ingroia e Rosario Crocetta. Da quel gruppetto di ex lavoratori della Venture, alcuni erano stati esclusi dopo l'esame da parte di una commissione istituita ad hoc e, appunto, un periodo di prova. Ma la sentenza del giudice del Lavoro adesso potrebbe aprire le porte a tutti gli esclusi. Sono una quarantina i lavoratori con un contenzioso con la società. Anche loro pronti a tornare tra le braccia di mamma Regione.