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Il ricorso

Tar, rinviata la decisione
su Sicilia e-Servizi


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"La misura è colma", dice l'amministratore unico di Sicilia e-servizi, Antonio Ingroia.


PALERMO- La terza sezione del Tar della Sicilia ha rinviato al 5 ottobre prossimo la decisione sul ricorso presentato da Sicilia e-Servizi contro un decreto della Regione che impegna meno risorse (5,8 milioni anziché 7,5), da destinare alla società regionale che si occupa di sistemi informatici, rispetto a quelle dovute per servizi già resi nel 2015. Nel ricorso presentato dall' avvocato Massimiliano Mangano, la società ha chiesto l'annullamento del provvedimento previa sospensione dell'efficacia; i giudici amministrativi hanno deciso, "considerato che le questioni sollevate nel ricorso meritano un approfondimento" di rinviare la trattazione nel merito a ottobre. "La misura è colma - dice l'amministratore unico di Sicilia e-servizi, Antonio Ingroia - di fronte a questo taglio 'immotivato' su spese effettuate e autorizzate dalla Regione, abbiamo deciso di impugnare il decreto. L'amministrazione invece di riconoscere i tagli operati e i risparmi effettuati in questi anni in cui abbiamo dimezzate le spese - passate da circa 25-30 milioni di euro degli anni precedenti a circa 10-11 milioni - ci toglie i soldi dalle tasche dopo averci commissariato. Questo è inaccettabile". "Il Tar riconosce fondate le nostre ragioni, avevamo chiesto la sospensiva, ma invece di rigettare il ricorso il giudice, ritenendole meritevoli di approfondimento, ha deciso di rinviare la trattazione. E' chiaro che da qui ad ottobre l'amministrazione ha tempo per riparare, rendendosi conto che ci deve che 1,7 milioni; in questo caso rinunceremmo al ricorso". Nonostante Sicilia e-servizi conta di chiudere il bilancio in attivo, la società ha debiti per circa 90 milioni di euro e vanta crediti dalla Regione per circa 120 mln; da circa 1.300 giorni non paga i fornitori.

Sono contento di questa sentenza, scioglie il nodo sulle assunzioni del personale che è transitato in Sicilia e-servizi e che avevo fatto assumere in prova e su cui la Corte dei Conti aveva configurato un danno erariale". Lo dice l'amministratore unico di Sicilia E-servizi Antonio Ingroia riferendosi a una sentenza della sezione lavoro del Tribunale di Palermo, che ha accolto il ricorso di uno dei 76 ex dipendenti di Sicilia servizi venture, l'ex socio privato di Sicilia E-servizi, assunti in prova per 4 mesi a gennaio 2014 e poi licenziati per non averlo superato. "E' una sentenza importante - aggiunge - se così fosse sarei ben lieto di assumerli ma serve un punto fermo, perché la Corte dei Conti ha ritenuto illegittime quelle assunzioni e ipotizzato un danno erariale, e deve ancora pronunciarsi in appello sull'illegittimità. Io dico solo che così non si può andare avanti. Ci vuole un punto fermo". (ANSA)