Live Sicilia

I buoni

Il silenzio che vale più delle parole
"I nostri figli: fiori tra le spine"


Articolo letto 6.656 volte

I buoni. Crescono nell'invisibilità, circondati dal pietismo o dal rifiuto. Ma tra qualche tempo, finalmente, verrà il giorno che hanno tanto aspettato per gridare al mondo: io esisto.

VOTA
2/5
3 voti

PALERMO - Immaginate un fiore in un mondo di spine e dimenticate 'Rain man'. Ecco l'autismo. “Mia figlia è un tenero fiorellino di campo, tra erbacce e rovi. Da lei ho imparato molto, per esempio che il suo silenzio vale più di mille parole”. Rosi Pennino, piccola e grande donna, da anni rappresenta l'anima di 'Parlautismo Onlus'. I buoni stavolta sono i genitori, i padri e le madri che hanno qualcuno a casa, fragile come un germoglio in un contesto ostile.

Il 2 aprile sarà la giornata mondiale dell'autismo: a Palermo si terrà una grande manifestazione al teatro Politeama; si sussurra che potrebbe esserci il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Un appuntamento importantissimo – spiega Rosi -. Per un momento, i nostri figli si mostrano, finalmente visibili, con i loro problemi. Cade il velo della falsa pietà che spesso accompagna i disabili. Le cose che non ci piacciono non possiamo farle diventare belle, ma ci vuole il coraggio di guardarle in faccia e andare avanti. E' lo sforzo delle famiglie raccolte nell'associazione, non ci stanchiamo di combattere per i diritti; primo fra tutti, quello all'esistenza”.

Come si coltiva il silenzio che vale più delle parole? “Con pazienza, provando e riprovando, cercando la chiave giusta per comunicare. Accanto alla mia bambina ho trovato le risposte che desideravo, arrampicandomi un poco alla volta”. Come se questa fosse la storia di una fanciulla imprigionata in un castello da un maleficio, come se resistesse un filo sottilissimo, un intreccio di sguardi, per potere stare ancora insieme.

“Il problema è diffuso – dice Rosi -. A Palermo coinvolge circa duemila famiglie. Quando arriva la diagnosi della malattia, la vita cambia all'improvviso. Per me è andata così. Devi rivedere la gerarchia della priorità e delle scelte e mettere da parte i progetti di ambizione personale che cullavi. Tutto viene assorbito in un rapporto totale, di lenta costruzione, che non offre attimi di assenza. Ci sono due atteggiamenti che non sopporto: la compassione e il rifiuto. Entrambi nascondono la paura della sofferenza e sono un indice di debolezza, ma quando te ne accorgi, se non invitano tuo figlio alla festa dei compagni di scuola, oppure se lo ricoprono di attenzioni finte, provi una fitta al cuore”. “La vera civiltà – prosegue Rosi - consiste nell'integrazione, non dobbiamo chiederci cosa possano fare gli altri per un ragazzo autistico, ma come lui può diventare una risorsa per gli altri. Tanti hanno un talento inaspettato, una capacità particolare, qualcosa che li rende meravigliosi”.

E non c'entra niente lo studiato impaccio di Dustin Hoffman in 'Rain man', nella versione cinematografica edulcorata di drammi e speranze. Non è la conta degli stuzzicadenti sul pavimento il vero miracolo; vale di più attraversare i minuti, i giorni e le ore senza disperazione, cercando pennellate nella solitudine dei riflessi in bianco e nero.

“I servizi sul territorio praticamente non esistono. Noi portiamo avanti una battaglia per ricevere ascolto dalla politica, da chi decide. Siamo riusciti a interrompere il meccanismo delle revisioni Inps, le visite che periodicamente dovevano confermare la diagnosi: dall'autismo non si guarisce”. Le statistiche sono feroci: “Si parla di un bambino autistico su cinque che nascono. E c'è ancora qualcuno che pensa che si tratti di una patologia contagiosa”.

I genitori di 'Parlautismo' condividono un gruppo su Facebook. Sulla pagina si scambiano i pizzini virtuali della solidarietà, tra incoraggiamenti e istruzioni pratiche. Lottano per un sogno che Rosi Pennino chiama “il contagio della speranza”. Perché ci sono silenzi più importanti di tutte le parole messe insieme e fanciulle prigioniere di un sortilegio con un sottilissimo filo di sguardi e di vento per gridare: io esisto. Come piccoli fiori di campo senza ombra di spine.