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Falsomiele, il delitto e la svolta
"La pistola è compatibile"


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delitto, falsomiele, indagini, pistola, Cronaca

La pistola usata per il duplice omicidio di via Falsomiele è compatibile con una di quelle trovate a casa dei coniugi Gregoli.

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PALERMO - La pistola usata per il duplice omicidio di via Falsomiele è compatibile con una di quelle trovate a casa dei coniugi Gregoli. Si tratterebbe della conferma che attendevano i poliziotti della Squadra mobile. Da fonti investigative si apprende che saremmo di fronte a molto più di una ipotesi di compatibilità. L'analisi dei bossoli farebbe pensare che una delle pistole calibro 9 per 21 detenute dal geometra Carlo Gregoli e dalla moglie Adele Velardo avrebbe ucciso Vincenzo Bontà e Giuseppe Vela. La conferma potrebbe arrivare dalle tracce che sono state isolate dai bossoli recuperati sul luogo del delitto. Vi sono rimaste sopra tracce di sudore e dunque il profilo genetico del killer oppure dei frammenti degli stessi guanti sequestrati in casa dei coniugi?

Ci vorrà più tempo invece per analizzare le tracce ematiche trovate sul tappetino della macchina dei due arrestati. Potrebbe trattarsi del sangue di una delle vittime.

La compatibilità della pistola è un altro tassello che si aggiunge alle immagini di una telecamera che riprende il Suv Toyota fare marcia indietro per allontanarsi dal luogo in cui sono stati rinvenuti i due cadaveri e al racconto del super testimone che ha visto un uomo di spalle fare fuoco dopo che in via Falsomiele erano transitate la macchina delle vittime e, a ruota, quella dei presunti assassini.

Oscuro ancora il movente, ma è nella vita dei protagonisti che stanno scavando gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Sergio Demontis e Claudio Camilleri.