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Laboratori, stop a esami e visite
E' guerra tra i privati e l'assessorato


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, Politica

Le associazioni manifestano a Palermo, in piazza Ziino. Diverse le rivendicazioni alle quali il governo non ha dato risposta. LE STRUTTURE CHE RESTERANNO CHIUSE. ASILAB: "LO SCIOPERO E' UN ERRORE. NOI NON ADERIAMO". (Nella foto d'archivio una protesta dei laboratori)

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PALERMO - “Così non possiamo andare avanti”. Martedì caleranno le saracinesche dei laboratori e degli ambulatori specialistici siciliani. I privati scendono in piazza, di fronte all'assessorato alla Salute, accusato di aver vessato le strutture convenzionate. Che adesso hanno deciso di reagire.

“Sarà la paralisi, ma così non possiamo continuare”. I privati hanno anche inviato una nota molto articolata all'assessore Baldo Gucciardi, ai direttori generali delle Asp e anche ai deputati dell'Assemblea regionale. In quel documento, i punti che li hanno spinti alla manifestazione. Tra questi, anche l'entrata in vigore del cosiddetto “decreto Lorenzin” sull'appropriatezza degli esami. Un decreto che stabilisce un elenco di esami esclusi dal rimborso tramite il ticket e che sta spingendo – spiegano le associazioni dei privati – i medici a non prescrivere più alcune di queste prestazioni. “In pratica – spiega Domenico Marasà del Citds – anche chi dovrebbe essere escluso dal pagamento per motivi di reddito, è costretto comunque a pagare”. Così, le associazioni chiedono all'assessorato di rivedere i termini per l'applicazione in Sicilia del decreto nazionale.

Ma non solo. I privati chiedono all'assessore Gucciardi di revocare i decreti con cui sono stati decisi i budget per il 2015. “Hanno determinato– spiega sempre Marasà – quegli stanziamenti a fine anno, quando le prestazioni erano state già erogate. In pratica, con quei budget molte delle prestazioni non ci verranno rimborsate”. Somme, quelle decise dall'assessorato, che – stando alla ricostruzione delle associazioni – avrebbero dovuto essere il frutto di un incontro assicurato dall'assessorato, ma in realtà mai avvenuto.

E i privati lamentano anche una disparità di trattamento rispetto al pubblico, e un sistema di controlli sotto certi aspetti “vessatorio”. “Ci viene richiesto l'obbligo – protestano le associazioni – di presentare il Durc (il documento di regolarità contabile, ndr) quando la legge esclude le strutture come le nostre da questo obbligo, visto che siamo già soggetti ad altri tipi di controlli analoghi”. E le differenze di trattamento tra le strutture private e quelle pubbliche starebbero anche nei requisiti per l'accreditamento, dai quali sarebbero, appunto, esclusi laboratori e ambulatori del settore pubblico. “In qualche caso – attacca Marasà – sappiamo di strutture pubbliche che praticano i prelievi dentro i gabinetti, mentre le nostre strutture rischiano di essere chiuse se manca una zanzariera”. Così, ecco la richiesta anche del ritiro di quel regolamento per l'accreditamento, almeno “finché non venga rimosso – si legge nel documento inviati all'assessore Gucciardi - l'indegno privilegio della esenzione dei controlli per gli ambulatori pubblici e non venga ripristinata l'effettiva parità tra pubblico e privato accreditato”.

E non manca, ovviamente, la questione che si trascina ormai da anni, relativa alla richiesta di restituzione delle somme incassate dai laboratori in seguito all'applicazione del vecchio tariffario regionale. Un trariffario superato da quello “Bindi”, ma che in Sicilia ha continuato a rimanere in vigore per anni. Già l'assessore Borsellino aveva chiesto alle Asp di avviare il recupero degli introiti operati col vecchio tariffario. “Una decisione che finirebbe per far fallire la maggior parte di queste strutture” avevano protestato i privati. Da lì, una vera e propria guerra di carte. “L'ultima pronuncia del Cga – precisa Marasà – dà ragione a noi. Eppure, l'assessorato continua a scrivere alle Asp chiedendo il recupero di quelle somme. Ma se viene toccato un solo euro, siamo pronti con le denunce”.

Una guerra, dicevamo. Che domani porterà alla manifestazione in Piazza Ottavio Ziino. Già assicurata l'adesione di circa 700 strutture sulle mille accreditate. “Ma altri – assicura Marasà – si stanno aggiungendo in queste ore”. Una “serrata” che porterà a una vera e propria paralisi e alla verosimile “esplosione” delle strutture pubbliche verso le quali quasi certamente si indirizzeranno i pazienti.

Anche se non tutti, come detto, aderiranno. La gran parte dei laboratori di analisi aderenti all'Asilab, ad esempio, pur condividendo gran parte delle rivendicazioni, si dissociano dallo sciopero. "Anche se alcuni princìpi - si legge in una loro nota - e rivendicazioni contenuti nel documento che il “Coordinamento intersindacale” ha redatto possono essere condivisibili, e la condizione in cui la categoria da tempo versa rimane critica, impellente è la necessità di chiarezza del quadro normativo del settore che detti regole certe ed omogenee per ogni singola categoria di soggetti erogatori".

Intanto, anche la politica chiede all'assessorato di “avviare subito un dialogo con le associazioni di categoria dei laboratori di analisi siciliani per scongiurare la sospensione dei servizi da loro erogati e i conseguenziali disagi all'utenza”, fa sapere il Movimento cinque stelle attraverso una nota con quale viene annunciata una interpellanza all'Ars. "Attorno ai laboratori di analisi – dice il deputato Salvatore Siragusa - non girano i grandi interessi dei privati e delle multinazionali, ma il lavoro di decine di piccole aziende e di centinaia di dipendenti. Colpire loro significa colpire in primo luogo gli utenti che sono le migliaia di cittadini siciliani che quotidianamente si rivolgono ad un laboratorio per poter avere il risultato di un esame diagnostico".