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Da Wimbledon a Palermo
Il tennis sotto inchiesta


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Dopo il deferimento sportivo dei palermitani Marco Cecchinato e Riccado Accardi si scopre che c'è un'indagine penale della Procura della Repubblica di Palermo. I pm puntano in alto. Decine di incontri ai raggi X.

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PALERMO - C'è molto di più di un'indagine della Procura federale. C'è un'inchiesta penale dei pubblici ministeri di Palermo per frode sportiva che rischia di travolgere il tennis siciliano e forse anche italiano.

Si parte dai casi di Marco Cecchinato e Riccardo Accardi per finire chissà dove. In alto, molto in alto a giudicare dalle indiscrezioni. Pare, infatti, che possa esserci un collegamento fra l'inchiesta di Palermo e quella delle autorità sportive inglesi che nei mesi scorsi hanno sospettato irregolarità persino nei match giocati a Wimbledon. Si parlava di cartelli di scommettitori in Russia, Italia del Nord e Sicilia.

Da ambienti investigativi romani si scopre che dalla Capitale sono stati trasmessi dei documenti ai pubblici ministeri di Palermo. Tra questi anche degli sms da cui emergerebbero forti sospetti su una serie di incontri. Si farebbe riferimento alla sconfitta di alcuni tennisti e alle scommesse ad essere collegate.

Tutto è partito dalle puntate anomale su alcuni eventi sportivi rilevati dal Giss, il gruppo di lavoro voluto dal Ministero dell'Interno per contrastare gli illeciti nel mondo dello sport. Sarebbe stato rilevato un anomalo flusso di denaro. La Procura federale ha deferito i due tennisti palermitani Cecchinato e Accardi perché, secondo l'accusa, avrebbero alterato l'incontro Cecchinato-Majchrzak nel challenger di Mohammedia, in Marocco, disputato lo scorso ottobre. Sotto esame dei pm palermitani, però, ci sono molti altri incontri, alcuni con protagonisti giocatori di caratura internazionale.

In ballo non c'è solo il presunto ruolo dei tennisti, ma anche degli scommettitori che avrebbero ottenuto la soffiata giusta. Non è chiaro perché il fascicolo sia stato affidato alla Procura di Palermo. Non basta, infatti, il solo presupposto che palermitani siano i due indagati finora conosciuti, ma è il reato che deve essere stato commesso a Palermo. Sta di fatto che i pubblici ministeri coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi si trovano adesso per le mani un'inchiesta che parte dal capoluogo siciliano e rischia di arrivare a tornei internazionali, passando per una serie di manifestazioni inferiori. Al vaglio ci sono decine di match.