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il caso delle morti per tumore

Don Palmiro e la lotta per Augusta
Il vescovo: "Resta qui"


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, Siracusa
Don Palmiro Prisutto

Don Palmiro Prisutto resta arciprete della chiesa Madre di Augusta. Lo ha confermato oggi la Curia siracusana.

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SIRACUSA - Don Palmiro Prisutto continuerà a essere il parroco della chiesa Madre di Augusta. Messaggi concilianti sono arrivati, nel tardo pomeriggio, proprio dall’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, dopo l’incontro avuto in mattinata con tutti i sacerdoti di Augusta. Al centro della riunione la lettera dall’arcivescovo a don Palmiro Prisutto (che una settimana fa l’arciprete aveva resa pubblica durante una omelia) con la richiesta di dimissioni a quest’ultimo da parroco della chiesa Madre e la nomina in altra rettoria sempre ad Augusta. Lettera che aveva suscitato polemiche e una mezza sollevazione popolare a favore di don Prisutto, perché giudicata un attacco al suo ruolo riconosciuto di difensore dell’ambiente e protagonista di numerose campagne contro l’inquinamento industriale e in memoria dei morti di cancro.“Le parole di don Palmiro, pronunziate durante la messa di domenica scorsa – ha spiegato l’arcivescovo Pappalardo - sono il chiaro segno della sua volontà di comunione alla quale da tempo con paterna fermezza lo esortavo. La comunità di Augusta – ha aggiunto - vive tensioni e a volte anche contrapposizioni. Da tempo seguo le vicende con attenzione per riportare un clima di dialogo costruttivo”. Rientra, dunque, un caso che formalmente era partito a causa dei malumori che il parroco, con il suo particolare apostolato, avrebbe generato tra le confraternite megaresi. Inquietudini che avevano costretto il vescovo a esercitare il suo ruolo di mediatore, con una richiesta che presto è sfuggita di mano un po’ a tutti.“La vicenda è stata strumentalizzata - ha detto lo stesso don Prisutto - Ho sempre invitato tutti a non essere “contro”. Purtroppo le mie affermazioni hanno dato adito a fraintendimenti e mi hanno rattristato gli attacchi rivolti all’arcivescovo e con lui alla chiesa diocesana. Quando tre anni fa il vescovo mi ha nominato parroco della Chiesa Madre mi sono subito reso conto della sua vicinanza, e della sua condivisione alle mie battaglie”. L’arcivescovo ha anche ricordato le ampie parti da lui dedicate, nella lettera pastorale, alla questione ambientale. D'altronde lo stesso don Palmiro Prisutto, in questi giorni, aveva detto: “Il vescovo potrebbe essere in parte estraneo a questa storia”. "Da tre anni, da quando sono parroco della Chiesa madre - aveva racctato a Repubblica -, ogni ultima domenica del mese a Messa leggo i nomi di tutte le vittime di tumore nel mio territorio, 40 chilometri con 12 insediamenti industriali tra centrali termoelettriche, raffinerie, cementifici, inceneritori", sottolinea. "Quei nomi sono già diventati 815, un vero e proprio olocausto industriale".

Don Palmiro, dunque, sarà ancora il parroco della chiesa Madre di Augusta e porterà, come annunciato domenica, la sua battaglia fuori dalla chiesa. Cominciando dall’elenco degli oltre 800 morti di cancro negli ultimi tre anni racchiuso in una sorta di tabella toponomastica donata al sindaco Cettina Di Pietro “perché la affigga in una pubblica piazza”.