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Ex Province al verde
Dipendenti davanti all'Ars


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La protesta oggi davanti all'Ars (foto Davide Fazio)

Manifestazione in piazza del Parlamento. Ncd: "Dissesto per il mancato adeguamento alla legge Delrio". LA FOTOGALLERY

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PALERMO -  E' il giorno della protesta dei lavoratori delle ex Province siciliane. I dipendenti di liberi consorzi e città metropolitane si sono radunati a Palermo in piazza del Parlamento per chiedere all'Ars di stringere i tempi per la definizione della riforma degli enti d'area vasta, che versano in condizioni finanziarie drammatiche. L’assenza di finanziamenti per gli storici Enti previsti dalla Carta Costituzionale sta già causando ritardi e disservizi per scuole, disabili e per la viabilità di intere comunità: “Ad oggi tutte le ex Province sono al collasso – commenta Saverio Cipriano, Rsu di Palermo – servizi costituzionalmente garantiti come le scuole e le strade sono completamente abbandonate”.

E i dipendenti delle ex Province, dopo il taglio dei finanziamenti per lo svolgimento di servizi essenziali, temono ora per il proprio posto di lavoro: “In due anni abbiamo già perso oltre mille dipendenti e senza il reimpiego degli stessi. In assenza di finanziamenti per gli Enti – aggiunge Cipriano – anche i nostri stipendi sono a rischio”. Ma a rischiare lo stop degli stipendi sono, in particolare, i lavoratori delle ex Province di Messina, Enna e Siracusa: “Per i dipendenti delle ex Provincia di Messina potranno essere garantiti gli stipendi di aprile e maggio, dopo si potrà chiudere – denuncia Giovanni Coleri, Rsu di Messina - In questo momento nel bilancio abbiamo anche anticipi di cassa, quindi debiti su debiti – spiega Coleri – questa incertezza non è più sopportabile, se le Province andranno definitivamente in dissesto le ricadute per i servizi da una parte e per i lavoratori coinvolti dall’altra, saranno insostenibili”. Anche la ex Provincia di Enna sull’orlo del dissesto finanziario: “Abbiamo già esaurito i fondi in avanzo dell’Amministrazione – commenta Daniela Rizzuto, Rsu di Enna – in mancanza di liquidità dal prossimo maggio non saremo più in grado di offrire alcun servizio per il territorio”. Ed aggiunge: “Senza soldi, senza servizi e senza gli stipendi, non possiamo fare altro che chiudere”. “Non sono state sottoscritte le convenzioni con le cooperative e le associazioni che si occupano di disabilità – aggiunge Elisa Rubino, del coordinamento di utenti e famiglie con disabilita di Siracusa - gli alunni e le famiglie con disabilità della zona del siracusano da fine marzo non potranno più ricevere alcun tipo di servizio”.

Il mondo delle ex Province conta numerose figure professionali tra impiegati, tecnici, docenti e formatori, che potrebbero sparire in assenza di fondi e di politiche di reimpiego. “Abbiamo perso la dignità di lavoratori – spiega Enzo Sunseri, autista dipendente della ex Provincia di Palermo – da tre anni andiamo in ufficio per rimanere seduti a guardarci in faccia. Questa non è vita – e conclude – andare avanti così è impossibile, la politica deve darsi una smossa, altrimenti avranno anche sulla coscienza il futuro di oltre 7 mila famiglie".

"Il mancato adeguamento della Sicilia alla Legge 56/2014 Delrio sta determinando il dissesto delle nove ex Province regionali”, affermano i coordinatori regionali di Ncd-area popolare Francesco Cascio e Giuseppe Castiglione, che insieme al presidente del Gruppo parlamentare, Nino D’Asero e a tutti i parlamentari del gruppo, sottolineano l’urgenza di procedere alla riforma delle province.

D’Asero evidenzia: “Servizi essenziali sospesi, strade e scuole lasciate andare al degrado, diritti dei cittadini siciliani messi in discussione, dipendenti pubblici lasciati soli, sempre più preoccupati del proprio futuro rappresentano i caratteri marcanti di una situazione drammatica, che si è ulteriormente aggravata perché, da più di tre anni, questi enti, sebbene ad oggi siano costituzionalmente garantiti, sono commissariati attraverso il ricorso a figure che cambiano di continuo, addirittura ogni sei mesi, infatti siamo arrivati all’assurda cifra di ben sessanta commissari che si sono succeduti nella loro gestione”.

“Il pesante contributo - sottolinea Castiglione - al risanamento della finanza pubblica imposto dallo Stato si abbatte, infatti, su enti cui l’ARS ha lasciato intatto il carico dei costi di personale e di servizi. Infatti, il prelievo forzoso per il concorso delle Province siciliane alla riduzione delle spesa pubblica nazionale è stato incrementato dalla legge n. 190/2014 di 65,8 milioni di euro nel 2015, che raddoppieranno nel 2016 (131 milioni di euro) e si triplicheranno nel 2017 (197 milioni di euro). Lasciando immutato il contesto normativo e finanziario. Lo squilibrio - continua Castiglione- di bilancio delle ex Province regionali potrebbe quindi superare, nel 2016, i 180 milioni di euro, compromettendo la sostenibilità di queste istituzioni e bloccando l’erogazione di servizi essenziali ai siciliani (scuole secondarie, viabilità locale, sostegno agli alunni disabili).

Al sit-in di protesta ha partecipato che il sindacato autonomo Asia di Palermo Energia che ha diffuso una nota dei dirigenti sindacali Scarpinato, Cimò e Librera. Con i tre rappresentanti dell'Asia Palermo Energia un nutrito gruppo di lavoratori delle partecipate per sollecitare l'intervento del parlamento siciliano affinché venga approvata nell'immediato la legge di riforma e che possa ripartire la macchina amministrativa tutelando i livelli occupazionali di tutti i dipendenti nello specifico quello delle partecipate dove è già in alcune come la Palermo energia le convenzioni sono scadute con conseguenze negative per i livelli occupazionali. Scarpinato, Cimò e Librera auspicano "grazie all'articolo 40 che tutela le partecipate delle vecchie province, che si possa trovare al più presto la giusta serenità per tutti i livelli occupazionali che all'interno delle vecchie province espletano dei servizi essenziali per l'ente e che ad oggi hanno avuto sempre bilanci in attivo e che sono il fiore all'occhiello come la Palermo energia all'interno della città metropolitana di Palermo".

Nel corso del pomeriggio di mobilitazione i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal presidente della prima commissione dell’Ars Salvatore Cascio che ha sottolineato l’esigenza di incardinare con urgenza il ddl sulle provincie. “E’ stato richiesto il necessario coordinamento fra tutti i soggetti istituzionali interessati – dicono Giuseppe Badagliacca e Santino Paladino dell sindacato Csa - al fine di non imprigionare i dipendenti e i servizi con balletti di competenze che hanno fino ad oggi provocato il fallimento dell’intero comparto degli enti aria vasta”. La richiesta troverà una concreta risposta già nell’incontro programmato per domani mattina alle 11 presso la sala rossa dell’Ars alla presenza dei rappresentanti del governo del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone dei capigruppo e del presidente della prima commissione Salvatore Cascio. “Sottolineiamo la necessità – aggiunge Badagliacca - di convergenza verso un recepimento di tutte le osservazioni poste dal Consiglio dei Ministri in sede di impugnativa legge regionale 15/2015”.