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la manifestazione in piazza ziino

Lo sciopero di medici e analisti
Protesta davanti all'assessorato


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laboratori d'analisi, sanità, Cronaca, Politica
Il sit-in di protesta davanti all'assessorato alla Salute

Circa 700 strutture sulle mille accreditate da oggi resteranno chiuse. ''Andremo avanti ad oltranza, finché non arriverà un chiarimento serio da parte dell'assessore Guicciardi'', spiega il presidente della Federbiologi Sicilia, Pietro Miraglia.

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PALERMO - La pioggia non ha fermato la protesta dei titolari di laboratori e ambulatori specialistici siciliani, che da questa mattina presidiano la piazza Ottavio Ziino di Palermo, sede dell'assessorato regionale alla Salute. Circa 700 strutture sulle mille accreditate da oggi resteranno chiuse. ''Uno sciopero che andrà avanti ad oltranza – spiega il presidente della Federbiologi Sicilia, Pietro Miraglia -, finché non arriverà un chiarimento serio da parte dell'assessore Gucciardi''.

Tanti i motivi della protesta. A iniziare dall'entrata in vigore del cosiddetto ''decreto Lorenzin'' sull'appropriatezza degli esami. Un provvedimento che stabilisce un elenco di analisi escluse dal rimborso del ticket e che ''spinge i medici a non prescrivere più alcune di queste prestazioni e che costringe i anche i pazienti meno abbienti a pagare di tasca propria gli esami di cui hanno bisogno'', afferma Miraglia. Ma la questione più spinosa è probabilmente quella relativa ai rimborsi. Si tratta della richiesta di restituzione delle somme che i laboratori hanno incassato sulla base del vecchio tariffario regionale.

''C'è un ricorso pendente davanti al Tar del Lazio - spiega Miraglia -. Sarebbe logico attendere la decisione dei giudici amministrativi, che dovrebbe arrivare ad aprile". Ma l'assessorato ha lasciato ''a ciascuna Asp discrezionalità se attendere o meno la decisione del Tar per chiedere il rimborso delle somme'', spiegano alcuni titolari di laboratori di analisi dell'Agrigentino. Il risultato è che ''non c'è uniformità di trattamento – aggiungono -. Nella nostra Asp e in quella di Siracusa i manager hanno deciso di procedere alle richieste di rimborso. Mentre in altre aziende provinciali questo non è successo''.

''Il nostro è un sistema al collasso, e a pagarne le conseguenze saranno i malati che rischiano di perdere l'assistenza'' spiega Domenico Marasà, coordinatore del movimento intersindacale che ha organizzato la manifestazione. Marasà che punta il dito sopratutto contro il decreto con cui l'assessorato ha stabilito i budget del 2015. ''Si tratta di stanziamenti decisi un anno dopo che le prestazioni erano state erogate – afferma Marasà -. In pratica, gran parte del nostro lavoro lo abbiamo fatto gratis. E non è possibile che il sistema si tenga su questi equilibri. Nessuna azienda può continuare a sopravvivere così''. Una situazione che, secondo Marasà, mette a rischio l'offerta sanitaria siciliana. ''Il dato è che le strutture pubbliche sono attrezzate per rispondere solo al 20 per cento delle richieste del territorio – spiega -. Il restante 80 per cento lo copriamo noi''. 

''Una percentuale che ricopriamo con appena un quinto delle risorse complessivamente assegnate'' sottolinea Nicolò Rosario Inglese, fisiatra che opera nella provincia di Trapani e vice segretario regionale dell'associazione Amsa Fkt. Fisiatria che nel Trapanese ''è tra i settori più martoriati, dal momento che l'Asp da tempo assegna le risorse in maniera difforme rispetto al resto della Sicilia. Abbiamo strutture con budget minimi, con un contributo che copre appena un quarto dell'intero fabbisogno. Ecco perché nella nostra provincia molte strutture sono prossime alla chiusura - aggiunge -. Noi siamo qui anche per chiedere che finalmente questi criteri di assegnazione dei budget siano rivisti''.