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I documenti

L'archivio di Troina
con Mazzini e Garibaldi


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TROINA (ENNA) Da un piccolo tesoro nel cuore della Sicilia nasce un’idea originale per il rilancio culturale dell’Isola. Un prezioso archivio privato scoperto nel comune di Troina, contenente anche lettere autografe di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, sarà restituito alla collettività. E consentirà di celebrare sotto una nuova luce un momento fondativo della nostra storia: il Risorgimento. Sono documenti inediti provanti l’attività cospiratoria, comunicati, effetti personali, cimeli: appartenevano tutti a un patriota locale, Francesco Schifani, esponente di spicco del movimento carbonaro nel Meridione e in collegamento diretto con i vertici nazionali. Vittima di torture da parte dei Borbone, è morto nel 1873, dodici anni dopo l’Unità d’Italia. Rappresenta una figura da studiare e riscoprire, attorno alla quale si sviluppa la prestigiosa collaborazione del comune con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, il più grande museo di storia patria del Paese.

E così, tra poco più di un anno, prenderà vita il Museo del Risorgimento di Troina, uno spazio museale con caratteristiche inedite in Sicilia. Un edificio a due piani nel centro storico della città, borgo normanno tra i monti Nebrodi, esporrà l’intera collezione donata alla collettività dalla famiglia Russo, erede di Schifani, a partire dalle lettere di Mazzini e Garibaldi. E in più, altri documenti, anche multimediali, per riprodurre il contesto di storia e vita del periodo, la ribellione ai Borbone e l’avvento dei Savoia, con l’importante intermezzo garibaldino. “Dopo aver portato a Troina le foto di Robert Capa apprezzate in tutto il mondo –dichiara il sindaco Fabio Venezia - questo è un altro passo decisivo nel rilancio turistico della nostra comunità, per cui ringrazio il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino. Il nostro spazio sarà di interesse per l’intera Sicilia e anche oltre, parlerà agli studiosi e ai normali cittadini e verrà ricostruito in maniera curiosa e accattivante un pezzo del nostro passato”. La scoperta dell’archivio Schifani servirà anche a dare un’occasione di approfondimento scientifico a un giovane ricercatore italiano. Nelle prossime settimane, infatti, il Comune, d’intesa con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, istituirà una borsa di studio per valorizzare gli studi storici sul Risorgimento siciliano e ricostruire a tutto tondo la figura del patriota troinese. “Il nostro è un gesto di amore e di orgoglio: vogliamo che si approfondisca la lotta del nostro avo, un sincero democratico che credeva già allora nell’Italia” - aggiunge Maria Rosa Russo - in rappresentanza della famiglia erede. Il vincitore della Borsa sarà scelto da un’apposita commissione presieduta dal professor Umberto Levra, già professore ordinario di Storia del Risorgimento all’Università di Torino e presidente dal 2004 del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino. “I documenti ritrovati – racconta il professor Levra - dimostrano il funzionamento della fitta rete di opposizione democratica, compresa la componente massonica, e meritano di certo un approfondimento scientifico”. Lo studio, unito alla pubblicazione di una ricerca finanziata anch’essa dal Comune, aiuterà l’allestimento del museo. L’inaugurazione è prevista nell’estate del 2017 e, nel giorno del taglio del nastro, la comunità degli storici del Risorgimento sarà invitata a Troina per un convegno internazionale di studi.