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Riforma Province e legge elettorale
Martedì la discussione in aula


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, Politica

La tabella di marcia stabilita della conferenza dei capigruppo. I sindacati incalzano il Parlamento. Pioggia di emendamenti sul ddl omnibus.

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PALERMO - I disegni di legge di completamento della riforma dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane (riforma delle 'ex Province') e quello che modifica la legge elettorale per gli enti locali inizieranno l'esame d'aula la prossima settimana. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo, che si è riunita oggi. L'aula inizierà l'esame dei due ddl martedì prossimo 22 marzo e si riunirà anche mercoledì 23. La seduta di oggi, in una Sala d'Ercole con molti banchi vuoti, è servita di fatto solo a dare questa comunicazione: le mozioni e gli altri punti all'ordine del giorno non sono stati affrontati per l'assenza degli assessori competenti. Proprio il 'rinvio forzato' dei punti all'ordine del giorno ha provocato la protesta del Movimento 5 Stelle.

"Registriamo anomalie e il fallimento di una riforma che avrebbe dovuto efficentare la pubblica amministrazione - dice il segretario regionale della Cgil, Michele Pagliaro - ma così non è stato, da tre anni gli enti sono commissariati. L'esigenza di riformare le province nasceva dalla necessità di ridurre i costi della politica, non entrando nel merito delle soluzioni legate all'elezione degli organismi di secondo livello, che l'Ars deve affrontare, c'è un problema di liquidità che non può essere ignorato. Siamo pronti alla mobilitazione, in ballo ci sono gli stipendi dei 6 mila lavoratori delle Province ma soprattutto i servizi. Continuare così è intollerabile, equivale a condannare la Sicilia a una condizione di regressione che non possiamo più permetterci". "Gli enti di area vasta non possono essere commissariati a vita - aggiunge il segretario regionale della Cisl Mimmo Milazzo - l'Ars sciolga il nodo sulla governante, oggetto di impugnativa o intensificheremo le azioni di lotta a tutela dei lavoratori e dei servizi ai cittadini". Per il segretario regionale della Uil, Claudio Barone va recepita "la legge Delrio per l'elezione degli organismi di secondo livello dei Liberi consorzi dei comuni. La riforma è monca, va sbloccata la trattativa con il governo nazionale sul versante delle risorse. Siamo di fronte a un governo che ha prodotto solo riforme puntualmente impugnate dallo Stato. C'è un immobilismo globale, questa legislatura non esprime riforme utili, un'altro anno e mezzo così è inaccettabile equivale a una corsa verso il baratro".

Intanto, è scaduto oggi il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl omnibus in commissione Bilancio: al testo-base, composto da 23 articoli, sono stati presentati circa 200 emendamenti. Di questi una cinquantina sono modificativi mentre il resto, circa 150, contengono norme aggiuntive. Insomma, come sussurra qualche deputato regionale, il ddl omnibus - che contiene le norme escluse dalla finanziaria recentemente approvata all'Ars - rischia di trasformarsi in un 'super-omnibus'. Preoccupazione raccolta anche dal presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo: "Altro che 'omnibus' o 'autobus' - ha detto - questo ddl rischia di diventare un treno con troppi vagoni". "Faremo un esame scrupoloso di tutti gli emendamenti - aggiunge Vinciullo - scarteremo tutti quelli che non hanno copertura finanziaria o che non sono passati dalla commissione di merito".