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Sviluppo Italia Sicilia
I sindacati: azzerare il Cda


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I 75 dipendenti da otto mesi sono senza stipendio.

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PALERMO -  Abbandonata ad una lenta agonia, in assenza di finanziamenti e di strategie di sviluppo, Sviluppo Italia Sicilia da nove mesi “rimane in piedi” soltanto “formalmente” nell’universo di partecipate regionali. Lanciano l’allarme i sindacati, che hanno organizzato una conferenza stampa negli uffici di via Bonanno a Palermo, per llustrare i numeri, da crisi nera, della società e per chiedere l'azzeramento del Consiglio d'amministrazione. "Dal 2014 siamo in completa autotutela – denuncia Salvo La Marca, rsa First Cisl – in due anni nessun piano industriale è stato sottoscritto ed alcun risultato è stato prodotto. Questa azienda da quanto è gestita dalla Regione - prosegue - ha prodotto soltanto debiti". I 75 dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia da otto mesi sono senza stipendio.

"La Regione ha acquistato Sviluppo Italia Sicilia per nove milioni di euro ma ad oggi nulla è stato fatto – spiega Gian Luca Mazzarese, di Fisac Cgil – per questo siamo costretti ad annunciare la sospensione di tutte le attività aziendali sino a quando non saranno fornite risposte certe sul futuro della società e dei dipendenti".

Un’azienda svuotata da ogni funzione dall'amministrazione regionale. I sindacati puntano il dito contro il mancato affidamento di commesse nell'ambito del progetto 'Garanzia Giovani': "Questa drammatica situazione non incide soltanto sugli stipendi dei dipendenti e dei lavoratori coinvolti - spiega Ernesto Barba (Uilca Uil) – ma coinvolge intere generazioni di giovani che non possono avere accesso ai piani ed ai progetti mirati per loro dallo Stato, come le attività sull'autoimprenditorialità appena finanziate nel piano di Garanzia Giovani".

Una “decisione”, quella di Palazzo d’Orleans, "assunta - stando alle parole dei sindacalisti - in violazione della normativa regionale vigente". "Un’apposita legge regionale insieme con una delibera di giunta del 2014 – chiariscono i rappresentanti dei lavoratori in un documento congiunto - assegnava a Sviluppo Italia Sicilia la commessa sul piano di Garanzia Giovani, ma un provvedimento illegittimo sottoscritto dalla dirigenza regionale ha inteso eludere la legge. Per questo – concludono i sindacati - ci rivolgiamo all'assessorato al Lavoro perché faccia chiarezza su questa vicenda e sul futuro di questa azienda”.

Pronto un ricorso al Tar per tentare di stoppare il provvedimento: "Abbiamo dato mandato ai nostri legali – conclude La Marca - di presentare ricorso per fermare la procedura illegittima, inoltre intendiamo presentare denuncia alla Corte dei conti per il danno erariale arrecato al patrimonio aziendale e quindi a carico della Regione e dei siciliani”.