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PALERMO

Due indagati per omicidio
Svolta nel giallo Maiorana


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Antonio e Stefano Maiorana

I costruttori palermitani Antonio e Stefano Maiorana scomparvero nel 2007.

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PALERMO - Dal silenzio investigativo emerge la verità che in molti sussurravano. Gli imprenditori palermitani Maiorana, padre e figlio, sono stati assassinati. È per omicidio, infatti, che la Procura della Repubblica ha messo sotto inchiesta almeno due persone. Il fascicolo, dunque, non è più a carico di ignoti. Chi e perché avrebbe ucciso Antonio e Stefano Maiorana resta un mistero, anche se magistrati e carabinieri hanno un'idea precisa su come siano andati i fatti.

Che l'inchiesta sia a una svolta emerge, innanzitutto, dal fatto che gli accertamenti sui reperti trovati su un terreno nel Palermitano inizialmente fissati sono slittati. E dire che la scarpa e il sacco con delle macchie rosse sono stati rinvenuti a metà gennaio scorso. Il rinvio degli accertamenti da parte del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri è dettato dall'esigenza di blindare le indagini. Per eseguire gli esami tecnici, in quanto irripetibili, sarebbe stato necessario convocare le parti e svelare dunque che alcune persone sono finite sotto accusa.

Non c'è premura, i reperti sono già stati acquisiti e gli accertamenti potranno essere eseguiti in qualunque momento. Adesso, dunque, e su altro che si concentrano gli investigatori coordinati dai pubblici ministeri Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia. Probabilmente sulla ricerca dei due cadaveri. Il ritrovamento sarebbe il tragico epilogo di un'ipotesi sempre più granitica. Inutile sperare di sapere dove li stiano cercando. Di certo il silenzio dettato dalla paura che ha avvolto la storia dei Maoirana, spariti nel nulla il 3 agosto 2007, si è via via sgretolato, finendo per dare ragione a Rossella Accardo, mamma di Stefano, che per avere giustizia si è affidata al battagliero avvocato Giacomo Frazzitta.  

Dal buco nero che ha ingoiato i costruttori erano già emersi la suola in gomma di una scarpa e il sacco con delle macchie di colore rosso. La suola è molto deteriorata. Colpa del tempo oppure è ciò che resta di un incendio o dell'utilizzo di acidi. Era coperta, assieme al sacco, da una grossa quantità di ghiaia, di quella usata per il calcestruzzo. Non era materiale di risulta, ma di ghiaia “pulita”, cioè mai utilizzata. Difficile credere che qualcuno l'abbia abbandonata. Rivenderla, come spesso accade, avrebbe consentito di ricavare un buon gruzzolo di denaro. Qualcuno, dunque, potrebbe avere "sprecato" il materiale nella speranza di consegnare all'oblio i segni di un omicidio. Si scava negli affari dei costruttori, a cominciare dall'ultimo cantiere dei Maiorana a Isola delle Femmine.