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Ztl, in vendita i pass
Ressa agli uffici Amat


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, Cronaca

Gli uffici di via Giusti e via Borrelli sono stati presi d'assalto fin dalle prime ore del mattino.


PALERMO - Code e caos nel primo giorno di apertura degli sportelli Amat che rilasciano i pass per accedere alla nuova Ztl di Palermo che entrerà in vigore il prossimo 31 marzo. Stamattina gli uffici della municipalizzata di via Giusti 7/B, via Borrelli 14 e presso i depositi del tram di Roccella e Via Leonardo Da Vinci, sono stati presi d'assalto dai palermitani interessati ad acquistare i tagliandi con bancomat e carte di credito che danno diritto di accesso alla zona a traffico limitato. Gli uffici Amat per la richiesta dei pass Ztl saranno operativi da lunedì a venerdì, nei seguenti orari: dalle 8,30 alle 18 in via Borrelli; dalle 8 alle 12,30 (da lunedì a venerdì) e dalle 14,45 alle 17 (lunedì e mercoledì) in via Giusti. Dalle 9 alle 13,30 nei depositi tram di Roccella e Leonardo Da Vinci. Intanto, nel pomeriggio, il Consiglio comunale riprenderà la discussione sulla mozione che propone la sospensione del provvedimento anche se fino a questo momento la questione non è ancora all'ordine del giorno.

Alle 8.30 del mattino in via Giusti si sono presentati all'ufficio Amat già in duecento. Più di qualche lamentela si è registrata per il fatto che non è stato possibile stabilire con certezza e oggettività un turno. La gente in coda si è autoregolamentata con una lista stilata su un semplice foglio di carta. La ressa è aumentata via via nel corso della mattinata anche per il tempo necessario (circa 20 minuti) a completare la procedura di rilascio del pass.

Intanto stamattina la Ztl è stata oggetto di un'assemblea sindacale degli agenti della polizia municipale di Palermo. Tra i temi all'ordine del giorno c'è l'istituzione della zona a traffico limitato decisa dal Comune di Palermo. "Un provvedimento che sarà difficile fare rispettare visto che non ci sono le telecamere che controllano i varchi e vista la mole di auto non può essere affidato ai soli vigili urbani - dice Nicola Scaglione del sindacato Csa che ha convocato l'assemblea - Bisogna trovare nuove soluzioni per garantire che il provvedimento sia efficace".

“Il caos negli uffici per il rilascio dei pass Ztl era prevedibile e in linea con la confusione che regna al comune di Palermo. La procedura on line è farraginosa, le code chilometriche, le telecamere non funzionano, i vigili verranno distolti dai propri compiti e il ricorso al Tar avviato. Ribadiamo ancora una volta la richiesta di sospendere la Ztl anche alla luce della Finanziaria regionale pubblicata in Gazzetta. E se proprio non si vuole fermare la macchina, almeno per il primo mese non si facciano multe. Ai palermitani consigliamo di non fare il pass almeno fino al pronunciamento del tribunale”. Lo dice il capogruppo di Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti.

“Almeno l’assessore Catania abbia il coraggio di dirlo chiaramente che non vuole far svolgere il referendum sulle Ztl. Non è giusto continuare a prendere in giro i palermitani”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, che prosegue: “Dopo che lo scorso 2 febbraio il segretario generale del Comune Fabrizio Dall’Acqua, su mia sollecitazione, aveva chiesto al dirigente comunale Sergio Maneri di stilare il regolamento attuativo per il referendum consultivo, è intervenuto l’assessore Catania che ha dato mandato ai propri funzionari di redigere un vero e proprio decalogo dove inserire anche la presentazione di istanze, petizioni, proposte, ecc. da parte dei cittadini. In apparenza, si vuole creare una regolamentazione generale della materia, ma in pratica è una vera e propria manovra per impedire ai palermitani di potersi esprimere sulle ZTL, invise da gran parte dei cittadini, che vedono l’istituzioni di queste zone come un’ennesima tassa più o meno nascosta. Il sindaco Orlando, che si è sempre vantato di essere il paladino dei diritti e il garante della partecipazione dei cittadini alla vita della città, impedisca al proprio assessore di mortificare così platealmente un istituto basilare per la democrazia come il referendum, previsto dallo Statuto del Comune e garantito dalla Costituzione Italiana. Che Catania voglia andare contro il volere dei Padri Costituenti della nostra Repubblica? Noi ci auguriamo di no e che quindi venga al più presto dato mandato agli uffici di redigere il regolamento e dare così voce ai palermitani”.