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"Pochi medici e posti letto"
I direttori sanitari all'Ars


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, Politica
L'incontro tra direttori sanitari e la commissione Sanità a Palazzo dei Normanni

Asp e aziende ospedaliere in commissione Sanità. All'incontro era assente il governo.

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PALERMO - Carenza di posti letto, di personale medico e infermieristico. Cambiano i territori ma non le criticità che i dirigenti di Asp e aziende ospedaliere siciliane hanno presentato in commissione Sanità all’Ars. Un incontro a cui non ha preso parte l'assessore alla Sanità Baldo Gucciardi. Un'assenza sottolineata dal presidente della commissione Pippo Digiacomo: "Sarebbe stata utile la presenza del governo – ha detto al termine della riunione -. Ma siamo sicuri che i suoi rappresentanti saranno impegnati in qualcosa di importante" ha aggiunto.

Due i punti critici sollevati dai manager sanitari e che si riflettono negativamente sul funzionamento delle aree di Pronto Soccorso e, in alcuni casi, nella poca celerità di scorrimento delle liste di attesa per gli esami ambulatoriali. Uno dei tanti esempi portati alla commissione è quello del direttore generale dell'azienda Papardo-Piemonte di Messina. Due aree di emergenza che "vanno avanti con l'organico sufficiente per un solo reparto", sottolinea il manager. Che lancia un appello al presidente Di Giacomo: "Non lasciateci in in questo limbo, non ce la facciamo più".

Al Vittorio Emanuele di Gela "da ormai sei mesi sono rimasti solo sette medici" fa sapere Gaetano Orlando, direttore della struttura complessa di medicina e chirurgia di accettazione del comune nisseno. "È necessario attivare le procedure concorsuali per completare le piante organiche", sottolinea il direttore del Pronto Soccorso del Sant'Elia di Caltanissetta, che punta l'accento però anche su un'altra criticità, e cioè "l'impossibilità per i Pronto Soccorso di ricoverare i pazienti in tempi relativamente brevi. È fondamentale la creazione di modelli organizzativi che liberino le aree di emergenza da questo fardello che compromette, di fatto, la qualità dell'offerta sanitaria".

Un problema per superare il quale l'Asp di Catania ha deciso l'apertura di un presidio di assistenza territoriale con l'auspicio di abbattere le liste di attesa e ridurre gli ingressi al Pronto Soccorso. Difficoltà di ricovero che sono legate alla carenza di posti letto secondo Gaetano Sirna, direttore dell'Asp di Messina. "Sto tentando di avviare una convenzione con le case di cura - spiega -, e utilizzare così, sempre all'interno del budget, i posti letto delle strutture private". Asp di Messina che è la prima delle nove aziende sanitarie ad aver introdotto un Cup unico per l'intera provincia, ottimizzando così il sistema delle prenotazioni delle prestazioni ambulatoriali.

"Una gestione unitaria che coinvolge anche le strutture convenzionate – spiega Sirna -. Un'idea che ha portato a un grosso calo dei giorni di attesa. Un esempio: la risonanza magnetica senza mezzo di contrasto da 180 giorni è passata a 24". Sulla creazione di un Cup provinciale per snellire le liste di attesa puntano anche le altre aziende provinciali siciliane. Tempi di attesa che dipendono, infatti, molto anche dalla gestione delle liste stesse. L'Asp di Siracusa, in attesa dell'attivazione del Cup unico, ha intanto avviato il servizio "recall", con il quale i pazienti vengono contattati qualche giorno prima della prenotazione per la conferma dell'esame. Servizio che, secondo l'Asp aretusea, permette un risparmio tra i sette e gli otto milioni di euro.

Adesso la commissione alla Sanità attende da ciascuna azienda sanitaria e ospedaliera un report con i dati relativi a tempi di attesa, codice per codice, al Pronto Soccorso, e con le prestazioni ambulatoriali che richiedono tempi di attesa superiori al dato nazionale. "Numeri che tra un anno metteremo a confronto per una verifica sugli eventuali progressi", ha spiegato il presidente Digiacomo.