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Sistemi in tilt, tirocini non pagati
Il pasticcio di “Garanzia giovani”


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, Economia, Politica

Nuovo bando per la gestione della piattaforma. Protestano stagisti ed ex sportellisti.

 

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PALERMO - Il caos di “Garanzia Giovani” in Sicilia non sembra avere fine. Sistemi informatici in tilt, ritardi nei pagamenti delle indennità, proteste degli ex sportellisti che chiedono di essere impiegati nei Centri per l'impiego. Una richiesta, a dire il vero, sfociata prima in una norma della Finanziaria, poi bocciata, quindi nella cosiddetta “legge stralcio”.

A pagare le conseguenze peggiori della gestione del programma europeo, nato proprio per “garantire” ai giovani tra i 15 e i 29 anni un tirocinio retribuito in azienda, potrebbero essere gli stessi tirocinanti. Infatti, al momento, la maggior parte degli stagisti siciliani che ha terminato il percorso di formazione, non ha ricevuto nemmeno un centesimo dai Centri per l’impiego. E la protesta spesso si concentra su Facebook: “Sono passati quattro mesi dalla fine del mio tirocinio. Qualcuno di voi ha ricevuto pagamenti?” chiede un tirocinante della provincia di Agrigento. “Qualche ragazzo di Misilmeri ha ricevuto i soldi di gennaio e febbraio?” chiede un'altra stagista. Solo esempio, delle decine di proteste piovute sui social network. Il mancato pagamento dei tirocini sembra determinato dalla complessa procedura per l’erogazione delle borse: infatti, gli Enti coinvolti nella elargizione dei pagamenti sono l’Inps e la Regione, che tramite i Cpi provinciali provvede ai pagamenti comunicando all'Istituto di previdenza l’elenco dei tirocinanti.

Intanto, sono andate in tilt alnche le piattaforme informatiche dei Cpi perché è scaduto il contratto con Ett, la società a cui Anna Rosa Corsello, ex dirigente del dipartimento della Formazione, aveva affidato il compito di gestire le procedure informatiche.

Qualche giorno fa erano stati i lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia, a proporsi: avrebbero potuto occuparsi loro della piattaforma digitale di “Garanzia Giovani”,. Ma scaduto il contratto con Ett, la Regione Siciliana ha pubblicato in gran fretta un bando proprio alla ricerca di un’azienda in grado di gestire i sistemi informatici dell’Assessorato al Lavoro. Si tratta di un vero e proprio “bando-lampo” pubblicato da Palazzo d’Orleans: infatti è previsto un termine di appena tre giorni per presentare le offerte. L’appalto di servizi è da 170 mila euro per sei mesi, a conclusione dei quali la società affidataria dovrà avere completato e consegnato una nuova piattaforma digitale per le attività dell’Assessorato al Lavoro.

Un caos, insomma. Che si aggiunge a quello occupazionale. Secondo l'ultima legge stralcio all'Ars, infatti, dovrebbero essere impiegati proprio nei Cpi per due anni, gli ex sportellisti, quelli cioè degli sportelli multifunzionali: circa 1.500 persone che non hanno più una occupazione da aprile 2015 e che potrebbero essere ricollocati  tra gli uffici della Regione. Proprio per questo alcuni tra ex sportellisti hanno provato a contattare tramite i social network, l’assessore Miccichè,  che avrebbe però “rimosso tempestivamente il commento” di uno dei dipendenti.   “Alla proposta del governo di creare un bacino di personale da utilizzare nei Cpi, attraverso la creazione di un contenitore da cui attingere prioritariamente  rispondiamo – dichiarano i lavoratori degli ex sportelli multifunzionali – che la competenza in materia di politiche attive è attribuita ai centri per l'impiego. In Sicilia i Cpi sono organizzati come unità operative di base, quali strutture periferiche del dipartimento lavoro. Creare un'agenzia per l'impiego in cui incardinare i Cpi equivale a creare un nuovo dipartimento ciò dopo che l'agenzia l'hanno soppressa nel 2012”. E concludono: “Mentre si fa la riduzione delle attuali strutture si va a crearne un'altra aumentando la spesa?”