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Concorsi in Sanità: tutte le regole
Ecco chi verrà assunto per primo


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, Politica

Le linee guida dell'assessorato: le aziende dovranno rispettarle in vista delle nuove assunzioni.


PALERMO - Prima gli esuberi, poi le graduatorie, quindi la mobilità. Solo alla fine, le “nuove” assunzioni. Nel frattempo, dovranno essere stabilizzati i precari. Ecco le regole per le tanto attese assunzioni nella Sanità siciliana. Le linee guida sono state già stilate dall'assessorato e verranno discusse oggi in Commissione Salute all'Ars. Cosa prevede questo documento? Chi, insomma, verrà assunto per primo, tra i circa cinquemila stimati dall'assessore Gucciardi?

Le linee guida prevedono innanzitutto l'obbligo per le aziende di stilare il “piano triennale del fabbisogno di personale”. In questo piano andranno indicati per ogni azienda, i posti vacanti e disponibili complessivi, quelli da destinare agli esuberi, quelli da coprire con l'immissione in ruolo dei vincitori di concorso, quelli coperti con le stabilizzazioni e e infine, quelli che saranno oggetto della mobilità e dei concorsi. È questo, in sintesi, il percorso che porterà alle assunzioni nelle Asp e negli ospedali.

Prima di tutto, il personale in esubero

Intanto, le aziende dovranno indicare il personale in esubero. Questo verrà riassorbito nelle altre aziende del sistema sanitario regionale, dando priorità alle assunzioni nella medesima Provincia e in subordine sul territorio regionale. Queste procedure sono prioritarie rispetto a tutte le altre.

I dirigenti delle strutture chiuse

Se un'azienda nei nuovi atti aziendali ha previsto la chiusura di una struttura semplice o complessa, potrà attribuire al dirigente che era a capo di quella struttura un nuovo incarico di minor valore economico. I primari alla guida di una struttura “confermata” dopo la riorganizzazione verranno mantenuti in quel ruolo. Se invece una struttura sarà il frutto dell'accorpamento di due precedenti strutture, bisognerà operare una valutazione comparativa dei titoli dei due precedenti dirigenti. Se la struttura ha mantenuto la denominazione ma ha mutato le competenze, si potrà intervenire con una modifica contrattuale per il dirigente. Per quanto riguarda eventuali nuovi concorsi per i posti di primario, questi dovranno essere coerenti con la rete ospedaliera rimodulata con la Balduzzi. In poche parole, non potranno essere messi a bando posti per la guida di strutture che dovranno essere chiuse o accorpate. A vigilare sarà l'assessorato alla Salute. Se il direttore generale contravverrà a queste regole, ne risponderà personalmente.

Le graduatorie definitive

Prima di indire nuovi concorsi, le aziende dovranno poi passare dalle graduatorie già definitive: immettendo in ruolo i vincitori di concorso per i posti vacanti previsti già nella vecchia dotazione organica. Le Asp, auspica l'assessorato, potranno anche “condividere” le loro graduatorie, per colmare i vuoti in organico. Per quanto riguarda i concorsi ancora pendenti, questi potranno essere confermati solo se i posti messi a bando coincidono con quelli previsti dalla nuova dotazione organica. In caso contrario (quando cioè i posti in organico disponibili sono più di quelli messi a bando), l'azienda potrà revocare questa procedura e bandirne una nuova.

Metà dei soldi per le stabilizzazioni

Fino a metà della dotazione finanziaria prevista per le assunzioni dovrà essere destinata alle procedure di stabilizzazione. Comprese quelle per gli Lsu. In questo caso, mentre per i lavoratori di categoria “C” si potrà operare attraverso un concorso, per i cosiddetti “contrattisti” si potrà operare nella copertura dei posti vacanti facendo riferimento direttamente alla graduatorie vigenti. Le stabilizzazioni, poi, riguarderanno il personale del comparto della Sanità e quello dell'area della dirigenza medica e sanitria.

E prima dei nuovi concorsi, la mobilità

Non è ancora giunto il momento per i”nuovi” concorsi. Prima, infatti, le aziende dovranno operare attraverso le procedure di mobilità. Anche attingendo alle procedure già avviate. Insomma, prima il ricorso alle graduatorie già esistenti e (fino a metà dello stanziamento) alle stabilizzazioni. Poi, il ricorso alle procedure di mobilità “provvedendo in via prioritaria alla immissione in ruolo dei dipendenti provenienti da altre amministrazioni in posizione di comando o fuori ruolo”. I posti che resteranno – poche decine, probabilmente – al termine di queste procedure, verranno quindi messi “a bando” con i nuovi, attesissimi, concorsi della Sanità siciliana.