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Palermo

Il traffico e le prodezze
dell'Assessore all'Imbuto


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L'ultima trovata? Le piste ciclabili della Favorita. Ecco un vademecum del traffico quotidiano.


L'ultima trovata dell'Assessore all'Imbuto nella città del caos? Le piste ciclabili della Favorita, che andrebbero benissimo in linea di principio, se non fossero rischiosissime strettoie. Purtroppo, le asinerie della giunta Orlando cascano sempre sul 'come'. Per fare, costoro, fanno: nel modo sbagliato.

L'Assessore all'Imbuto, al secolo, sarebbe Giusto Catania, creatore di traffico quanti altri mai. Persona appassionata e perbene, giovane uomo di sentimenti nobili e autenticamente antimafiosi e al tempo stesso iattura per chi, a Palermo, usi la propria vettura, da solo o in compagnia. Il fatto è che le convinzioni di Giusto provengono da una saldissima radice ideologica. Egli è comunista e ha sposato il proletariato della camminata a piedi (e della bici) contro l'aristocrazia dello spinterogeno. Ecco perché la prodezza di turno casca immancabilmente sul come: sulla confusione che annuncia l'avvento delle Ztl, sugli imbuti che caratterizzano i destini della (im)mobilità cittadina, sulle giaculatorie che funestano le mattinate degli sventurati automobilisti, costretti in un interminabile percorso di guerra cui nessuno mette davvero mano.

Cosa pensare, altrimenti e per esempio, di via Libertà, nella porzione in cui insistono via Principe di Paternò, via Bonanno, via Cordova e via Simone Cuccia che sputano veicoli su veicoli sulla carreggiata principale, nei pochi metri che precedono il sacrosanto semaforo pedonale, installato in seguito alla morte di Tania Valguarnera, investita sulle strisce? Possibile che all'ultimo graduato dei vigili urbani non sia venuto un vago dubbio cartesiano e che nessuno abbia ipotizzato uno stratagemma – cambiare qualche senso di marcia – per bonificare la zona?

E piazza Indipendenza, strangolata tra il Papireto e via Colonna rotta, in un inestricabile groviglio? Sono appena pochi casi di una viabilità illogica - tra vecchie ruggini e novità inefficaci - che i palermitani sperimentano normalmente, mentre la polizia municipale poco si occupa degli ingorghi, preferendo il più sicuro pascolo delle contravvenzioni inutili. Ognuno, insomma, saprebbe stilare un personale taccuino dei disagi.

E non è che il 'ciaffico' prima fosse un'illusione; c'era, eccome se c'era. C'era con Orlando Primo e Secondo, con Cammarata Primo e Secondo, c'è con Orlando Terzo... Solo che prima, appunto, si pensava al caos spontaneo, ora – tra cantieri, voragini, strade che malamente convergono, sfossamenti e lavori di cui, forse, i pronipoti vedranno il fine, carrozze del tram mestamente solitarie – pare quasi che ci sia un progetto, una vessazione lucidamente pensata, una sorta di 'imbutologia' assiduamente applicata.

Le piste ciclabili in Favorita, infine. Ottime ed ecologiche sulla carta, assai pericolose nel modo in cui restringono il viale. Eppure, a Palazzo di Città ne menano gran vanto sui social e in ognidove. Come se le asinerie potessero volare.