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Renzi sceglie la Sicilia per il G7
I 'grandi' del mondo a Taormina


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Il premier avrebbe proposto l'Isola come sede del vertice. Nella foto il teatro greco di Taormina

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PALERMO - La Sicilia, con Taormina, potrebbe essere la prossima sede del G7, l'organismo che riunisce le sette economie più importanti al mondo. L'indiscrezione arriva dal Corriere della Sera, secondo cui a indicare l'Isola come sede dell'importante appuntamento, fissato per il 2017, sarebbe stato il premier, Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio avrebbe confidato l'intenzione di portare i grandi della terra in Sicilia al sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, nel corso della sua recente visita sull'isola delle Pelagie. Un modo per accendere i riflettori del mondo sul dramma dell'immigrazione, che vede Lampedusa prima meta dei barconi che salpano dal nord Africa.

Il premier avrebbe voluto proprio Lampedusa come sede del vertice, ma le intenzioni di Renzi si sarebbero scontrate con problemi logistici insormontabili: sull'isola mancano le strutture adeguate a ospitare un evento di tale importanza e soprattutto la pista dell'aeroporto sarebbe troppo piccola per consentire l'atterraggio di aerei del calibro dell'Air Force One, su cui viaggia il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Da qui la scelta di virare su Taormina, decisamente più attrezzata per un evento di tali dimensioni.

Una conferma delle indiscrezioni trapelate oggi arriva da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che con Firenze era la sede originariamente prevista per il G7. "C'è una notizia che acquista una certa consistenza di ufficialità, ovvero che non si terrà il vertice G7 a Firenze, in Toscana - ha affermato Rossi -. L'appuntamento si sposta in Sicilia; condivido la decisione del premier, mi pare che sia una scelta motivata dalla necessità di tener viva l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale e dei grandi del mondo su una vicenda cruciale come quella delle migrazioni e dei profughi, e che naturalmente interessa i nostri confini, e in primis il canale di Sicilia". Rossi ha, tuttavia, aggiunto che se questa sarà la scelta è un "peccato perché la Toscana e Firenze perdono un'occasione importante di business, di promozione, di economia. Naturalmente il presidente del Consiglio sa di avere un debito nei confronti di Firenze e della Toscana e sono certo che saprà essere presente quando ci sarà bisogno", ha concluso il governatore.