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"Sparti? Non è più con noi
Non c'entriamo con la Ztl"


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La precisazione del segretario politico Musso. La replica: "Sono in carica, Musso socio semplice".

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"Smentisco che la manifestazione contro la Ztl del 9 novembre possa essere ricondotta, anche solo astrattamente, al nostro movimento - dice in una nota il segretario politico Lillo Massimiliano Musso - Si tratta di iniziativa personale dello Sparti, il quale non è presidente del movimento Forza del Popolo, peraltro espulso dalla nostra compagine politica da giorni. Forza del Popolo non ci sarà alla manifestazione del 9 novembre e invita i giornalisti a non ricondurre le iniziative personali dello Sparti alla nostra formazione politica".

LA REPLICA DI SPARTI
"Il Consiglio Direttivo dell’associazione si è riunito con urgenza per procedere alla contestazione di un procedimento disciplinare nei confronti del socio Musso dandogli termine di difesa fino a cinque giorni, decorsi i quali il Consiglio deciderà le sanzioni disciplinari del caso. L’avvocato Vincenzo Sparti è, ad ogni effetto di legge, il Presidente e rappresentante legale del movimento Forza del Popolo, mentre Lillo Massimiliano Musso è un semplice socio che si è autoattribuito la carica di segretario politico neanche prevista in Statuto. A tal fine si invita il quotidiano in indirizzo a chiedere al Musso documentazione di questa sua asserita carica. Al contrario il movimento Forza del Popolo si è regolarmente costituito il 15 Gennaio 2016, ed atto costituivo e statuto sono stati registrati presso l’Agenzia dell’Entrate di Palermo, mentre il simbolo di Forza del Popolo è stato, qualche giorno prima della costituzione, registrato da Vincenzo Sparti come marchio presso la Camera di Commercio. I comunicati di Musso, diffamatori e farneticanti nella parte in cui parlano di espulsione di Sparti (specie se le espulsioni vengono deliberate dal Consiglio Direttivo di cui Musso non fa parte, essendo l’organo costituito dallo scrivente unitamente all’Avocato. Sergio Sparti, fratello di chi scrive, e Francesca Accardo, moglie di chi scrive), saranno fronteggiati nelle opportune sedi giurisdizionali".