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L'inchiesta di Ragusa

Diplomi "facili" a 3.500 euro
Professori compiacenti: 80 denunce


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Sotto indagine scuole private di Licata, Canicattì e Acireale.

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RAGUSA - Diplomi di maturità "facilitati" dietro al pagamento di somme pari a 3.500 euro per ogni alunno. E' questa l'accusa rivolta dalla guardia di finanza di Ragusa, che ha acceso i riflettori su una scuola privata con sede a Ispica e nella cittadina siracusana di Rosolini. L'istituto privato era gestito da due coniugi, entrambi dipendenti pubblici, che secondo gli investigatori si sarebbero assentati "ripetutamente" dai rispettivi posti di lavoro "grazie alla compiacenza di medici che rilasciavano certificazioni per patologie inesistenti". La guardia di finanza ha sequestrato somme per 511mila euro, ritenute provento degli illeciti e denucniato ottanta persone tra presidi, docenti e personale di segreteria con le accuse di truffa, falso, abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio.

Le fiamme gialle puntono il dito contro le prove di maturità che si svolgevano presso gli istituti paritari di Licata, Canicattì e Acireale: si tratta di circa cento diplomi all'anno il cui ottenimento sarebbe stato "agevolato" dalla "presenza - sostengono i finanzieri - di quadri docenti compiacenti". Per quanto riguarda le verifiche periodiche svolte durante l'anno scolastico, invece, i docenti, "tramite il centro d'istruzione", avrebbero portato a conoscenza degli alunni i titoli dei temi di italiano i quali "dopo essere stati svolti a casa - affermano gli investigatori - sono stati recapitati agli istituti di riferimento per l'attribuzione delle valutazioni". Tra le accuse, inoltre, anche quella di "prove scritte copiate" dai candidati e "soluzioni già indicate". Nessuno degli alunni, inoltre, avrebbe mai sostenuto interrogazioni orali, contrariamente a quanto riportato sui registri scolastici.