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Punta Raisi

La guerra dell'aeroporto di Palermo
“Daremo all'Enac risposte in tempo”


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L'aeroporto Falcone-Borsellino di Punta Raisi, a destra l'ad di Gesap Giuseppe Mistretta

L'ad di Gesap Mistretta: entro gennaio riscontri sul mutuo. Riggio: basta accuse o vado in procura.

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PALERMO – “Stiamo lavorando serenamente, vogliamo evitare polemiche e polveroni. Entro fine gennaio daremo i riscontri”. Così Giuseppe Mistretta, amministratore delegato di Gesap, commenta, o meglio non commenta gli ultimi capitoli della querelle sullo scalo di Punta Raisi. Che vede contrapposta la società di gestione dello scalo, saldamente in mano a soci pubblici, e l'Enac, guidata da Vito Riggio. Che dal canto suo, dopo gli ultimi attacchi mediatici di ieri giunti dai soci della società, si dice pronto ad adire le vie legali: “Se continueranno questi attacchi che accusano di leggerezza un Ente che ha la responsabilità di garantire la sicurezza del trasporto aereo, dovrò recarmi in procura”, dice Riggio a Livesicilia. Dopo che già il sindaco di Palermo Leoluca Orlando dal canto suo nei giorni scorsi aveva evocato la possibilità di adire le vie legali.

La querelle riguarda la minaccia di revoca della gestione dell'aeroporto palermitano da parte di Enac se la Gesap non dimostrerà di avere i 40 milioni necessari per realizzare gli investimenti sulla sicurezza richiesti. La lettera di Enac che paventava la revoca aveva suscitato le proteste dei soci proprietari di Gesap, - in particolare di Leoluca Orlando, che nella doppia veste di sindaco e di sindaco dell'aera metropolitana controlla oltre il 70 per cento della società presieduta da Fabio Giambrone. La lettera dell'Enac era stata vista dagli azionisti di Gesap come un'entrata a gamba tesa che avrebbe potuto pregiudicare le trattative in corso con le banche per ottenere il mutuo necessario a garantire gli investimenti. Nel frattempo, il cda della società, su mandato dei soci, aveva deciso di ricorrere alla giustizia amministrativa per bloccare il procedimento avviato da Enac. L'ultima puntata ieri, con una nuova comunicazione dell'Ente nazionale dell'aviazione civile, che col suo direttore generale Alessio Quaranta ha scritto una nota con cui concede alla società che gestisce lo scalo altri 45 giorni per “provare” che l’azienda sta trovando i fondi grazie alle banche. La scadenza si sposta quindi al 26 gennaio.

Ma la notizia della proroga ieri non è stata salutata con favore dai soci di Gesap, secondo i quali la dilazione “conferma la più volte denunciata, anche davanti ad autorità di Governo e giurisdizionali, anomalia, frettolosità e illegittimità del comportamento della stessa Enac", hanno scritto in una nota congiunta il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, il Commissario della Camera di Commercio Claudio Basso e Leoluca Orlando, nella doppia veste di sindaco di Palermo e delle Città metropolitana di Palermo, in rappresentanza dei soci pubblici che detengono il 99% delle azioni. Ironica a quel punto la replica di Riggio: “Prendo atto che i Sindaci di Palermo e di Cinisi e il Commissario della Camera di Commercio di Palermo avrebbero preferito non avere la proroga di 45 giorni richiesta dalla societ, per scongiurare la revoca della concessione. Questa sì che è un’anomalia. L’Enac continuerà ad operare, come sempre fatto, nel pieno rispetto della normativa vigente”.

Il braccio di ferro prosegue e ricalca un copione in parte già visto nella vicenda dello scalo catanese di Fontanarossa, con – in quel caso - tanto di indagine giudiziaria archiviata dopo lo scontro tra soci pubblici della società di gestione ed Enac. Una lunga storia su cui lo stesso Riggio ironizzò così l'estate scorsa: “Dopo la privatizzazione dell'aeroporto de L'Avana di Cuba resta il socialismo reale solo negli aeroporti della Sicilia e per fortuna Castro non è stato ancora denunciato come è successo a me".

Il management della Gesap, dal canto suo, opta per l'understatement. “C'è un polverone che non riusciamo a capire – commenta a Livesicilia l'ad Mistretta -. Stiamo lavorando in silenzio, riteniamo che Gesap sia una società interessante per il sistema bancario, ma certamente parliamo di una procedura complessa, un mutuo chirografo da 44 milioni che va presentato con un orizzonte temporale che arriva al 2030”. L'ad della società di gestione si dice comunque ottimista: “Per febbraio il processo sarà chiuso”. Prima di allora, però, c'è la scadenza del 26 gennaio fissata da Enac. Scadenza su cui Riggio non intende far sconti: “L'indomani c'è il cda dell'Enac che si riunirà per deliberare”, dice il presidente dell'ente. “Entro gennaio daremo i riscontri. Stiamo lavorando per questo, senza esternare opinioni”, commenta Mistretta. Il conto alla rovescia è partito.