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Il sondaggio

Chi sarà il siciliano dell'anno?
La parola ai lettori di Livesicilia


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Dieci nomination. Scoprite chi sono e votate con un commento. C'è tempo fino a venerdì mattina. LA GALLERY


Chi è il siciliano dell'anno 2016? Come ogni anno, diamo la parola ai lettori, offrendo dieci nomination. Potrete votare commentando quest'articolo fino alle 8 del mattino di venerdì 30 dicembre. Poi si chiuderanno i conteggi e sarà proclamato il vincitore. E' solo un gioco, utile però a ricordare i fatti salienti dell'anno che ci lasciamo alle spalle. Ecco, in rigoroso ordine alfabetico, le nomination di quest'anno scelte dalla redazione di Livesicilia.

Angelino Alfano sta lì, da otto anni. Il ministro più longevo di sempre ha lasciato il Viminale per la Farnesina: sempre più in alto. Anche se i voti del suo partito nessuno li ha mai contati, e non sembrano tanti. Anche se gli scandaletti di vario genere non sono mancati. Anche se la satira e non solo quella lo massacra quotidianamente, Angelino resiste. E imperterrito governa.

Giuseppe Antoci è diventato un nome molto noto in Sicilia suo malgrado, dopo essere stato bersaglio di un attentato, con tanto di sparatoria, sui Nebrodi. Lì, il presidente dell'Ente parco conduce da tempo battaglie per la legalità in un territorio infestato dalla mafia dei pascoli. Da lì a diventare un simbolo da reclamare politicamente il passo è stato breve e Antoci ha avuto anche il suo momento di gloria alla Leopolda renziana.

Antonio Candela, a capo della mastodontica Asp di Palermo, ha ricevuto quest'anno la medaglia al merito della sanità pubblica dalle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Una bella soddisfazione per il manager impegnato da tempo in un percorso di legalità e rilancio dell'Azienda, che è passato anche dalla revoca di maxiappalti.

Nino Di Matteo la nostra classifica di fine anno in passato l'ha già vinta. Certo, quest'anno il pm palermitano ha subito un paio di sconfitte in aula con le assoluzioni eccellenti di Mannino e Mori. Con tenacia, comunque, il pm della Trattativa va avanti, sempre sostenuto da tanti estimatori. E nei mesi scorsi anche con un'incursione politica partecipando alla campagna referendaria per il No.

Fiorello è tornato sulla breccia. La sua “edicola” è diventata programma televisivo cult, spinta dalla inesauribile simpatia del siciliano, che rimane uno dei personaggi televisivi più amati d'Italia. E ora anche De Laurentis lo corteggia per averlo al cinema. Una stella made in Sicily, insomma, che brilla su tutti i media.

Claudia La Rocca molto probabilmente avrebbe preferito tanta attenzione dai media per altre ragioni. La deputata regionale del Movimento 5 Stelle è finita nel bailamme del caso delle presunte firme false e, a differenza della gran parte dei compagni di strada grillini come lei indagati, ha scelto di collaborare con i magistrati raccontando la sua versione dei fatti.

Sergio Mattarella s'è ritrovato a dover gestire la pratica delle dimissioni di Renzi. E ha frenato sull'ipotesi di voto anticipato, chiedendo un governo. Alla fine è venuto fuori l'esecutivo fotocopia guidato da Paolo Gentiloni. Sulla cui durata in pochi scommettono. E per Mattarella allora si aprirà un'altra pratica che dovrebbe portare a elezioni anticipate. Magari con il sistema elettorale che porta il suo nome.

Giusy Nicolini ha goduto il suo momento di gloria quando Matteo Renzi l'ha inserita nella short list di personalità italiche da esportazione che s'è portato appresso alla cena alla Casa Bianca con Barack Obama. L'ennesimo riconoscimento per la “sindaca” di Lampedusa, che incarna lo spirito d'accoglienza del popolo dell'isola, baluardo di umanità in un'Europa scossa dalla paura e tentata dai muri.

Pif è stato davvero dappertutto in questa seconda metà di 2016. Il cantore dell'antimafia pop è tornato al cinema con la sua opera seconda, “In guerra per amore”, che ha scomodato anche gli storici per la sua lettura sui generis dello sbarco alleato nell'Isola. Poi è stata la volta della tv dove la riduzione del suo fortunato “La mafia uccide solo d'estate” ha riscosso un buon successo.

Luca Scatà è diventato un nome noto agli italiani e non solo per avere ucciso, nell'esercizio del suo dovere, l'attentatore di Berlino. Il giovane poliziotto siciliano, in servizio da pochi mesi, ha ricevuto attestati di gratitudine dalle Istituzioni e non solo.