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L'inaugurazione

Siracusa, riapre il Teatro Comunale
Era chiuso da quasi 60 anni


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La facciata del Teatro Comunale.

Il gioiello siracusano era nella classifica del Codacons sulle principali incompiute italiane.

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SIRACUSA - L’ultima volta fu messa in scena la Cavalleria rusticana, era il 1958: da allora un paio di generazioni hanno atteso e stasera dopo 60 anni Siracusa riavrà il suo teatro comunale. Alle 19 il gran Galà inaugurale apre un cartellone di 15 spettacoli sotto le feste e una promessa di stagione vera e propria nel 2017, per i 2750 anni della città. Un gioiello architettonico del 1872 restituito al patrimonio culturale siciliano e nazionale; un contenitore artistico, che si aggiunge all'offerta culturale e turistica; un pezzo significativo, infine, di memoria storica del territorio.

Quasi a sorpresa l’annuncio, due giorni fa, dell’amministrazione comunale, dopo l’ultimo nulla osta rilasciato dalla questura solo alle 13.30 dello stesso giorno e una serie di preparativi che ardeva sottotraccia. Un restauro complesso e accidentato, partito nel 2004, non era mai approdato all’inaugurazione sperata e più volte annunciata. Tanto da far finire, un anno fa, il gioiello siracusano nella classifica del Codacons dedicata alle principali incompiute italiane. Dopo otto milioni spesi in dodici anni e arredi quasi totalmente al proprio posto, mancava dal 2015 il certificato di agibilità a causa di un capriccioso impianto antincendio costato un milione di euro. Una progetto alternativo e una deroga approvata dalla direzione regionale dei vigili del fuoco, hanno aperto a un altro impianto: i 250mila euro necessari, ma proibitivi per le casse comunali, sono arrivati da un cartello di associazioni e imprese cittadine messe insieme dall’associazione nazionale dei Carabinieri. Un’intesa tra pubblico e privato per restituire il teatro alla città. E così è stato.

“Il Teatro comunale torna ad aprirsi alla cultura. Un momento che la città attende da quasi 60 anni e che siamo orgogliosi di soddisfare mettendo fine ai tanti annunci”, ha detto il sindaco Giancarlo Garozzo ufficializzando la riapertura di stasera. Accanto a lui, l’assessore ai Beni e alle politiche culturali, Francesco Italia, e l’attore siracusano Enrico Lo Verso, che domani sarà protagonista della seconda serata al ritrovato teatro comunale: reciterà per la prima volta, da professionista, nella sua città mettendo in scena un monologo tratto da “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello. Stasera, invece, dopo il gran Galà, sarà in scena l'orchestra da camera ArchiEnsamble con il coro lirico Conca d'Oro e i solisti Mario Stefano Piertrodarchi (fisarmonica bandoneon) e la soprano Natalia Demina. “Vivo una forte emozione – ha aggiunto il sindaco Garozzo – perché da oggi Siracusa, al pari di tutte le più importanti città, potrà disporre di un contenitore di straordinaria bellezza che consentirà di programmare iniziative culturali di valore e consone al suo prestigio. Il Teatro è patrimonio di tutti e la sua riapertura è, ovviamente, anche il frutto del lavoro degli ultimi 15 anni; ma con la stessa sincerità devo dire che al momento del nostro insediamento abbiamo trovato una situazione diversa quella che ci avevano raccontato; anche per questa ragione, dovendo correggere alcuni lavori fatti in passato, come nel caso dell'impianto antincendio, i tempi si sono allungati oltre il previsto”.

“È stata una vera corsa contro il tempo – ha aggiunto l'assessore Italia – ma volevamo che tutto fosse pronto per queste feste natalizie, per dare alle città e agli operatori economici un'opportunità in più. Ma sono settimane che lavoriamo a questo momento e ringrazio tutti gli artisti che ci hanno dato fiducia”. Il teatro disporrà di 406 posti, 70 in meno di quelli effettivi perché per ora è stato escluso il loggione. Per il concerto di stasera è già tutto esaurito. Per il monologo pirandelliano di Lo Verso c’è ancora qualche posto disponibile. A Capodanno ancora musica con un “Invito al valzer” del pianista siracusano Orazio Sciortino. Per il futuro, il progetto di gestione del teatro passerà dal consiglio comunale: la giunta ha già un’idea e la sottoporrà all’assise cittadina. Potrebbe trattarsi di un connubio pubblico/privato che potrebbe coinvolgere l’Inda (Istituto nazionale del Dramma antico). Per arrivare a una formula adeguata di funzionamento e gestione, il Comune si sta avvalendo della consulenza di esperti quali Mariano Anagni, docente di Produzione ed organizzazione teatrale all’Università di Firenze, produttore esecutivo teatrale e cofondatore della compagnia Lavia-Anagni con Gabriele Lavia.