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Gela

Gaia, Maria Sofia e i sorrisi
L'ultima foto della felicità


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, Caltanissetta, Cronaca
Giuseppa Savatta e le figlie: Maria Sofia e Gaia.

La madre assassina di Gela e la foto delle figlie. Gli scatti di una famiglia normale.

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Le ultime foto in dissolvenza sono quelle della felicità perduta: Gaia e Maria Sofia in una mattina gioiosa. Tutte e due vestite di chiaro. Con un sorriso che non era un promemoria di nulla: solo una didascalia di un tempo cortese, quando ancora era presente. Niente altro rimane di conforto. Niente che possa ricostruire una precedente normalità.

Giuseppa Savatta ha ammesso di avere strangolato le sue figlie, non potendo negare l'evidenza. Una terribile confessione: “Ho ucciso le mie due bambine soffocandole con le mie mani". Poche parole, quasi nessuna immagine a corredo di una cronaca spietata, fino a questo momento, se non la strada della tragedia, con i carabinieri e i curiosi, e uno scatto sgranato, in cui pare di cogliere la fissità degli occhi di Giusy, la mamma assassina.

Adesso, in fondo a questo sentiero buio, sbucano, in posa naturalissima, Gaia e Maria Sofia, ritratte in un'ora senza pensieri.

Ed è una immaginetta sacra che apre un piccolo slargo di luce, mentre gli psichiatri e i taumaturghi buoni per ogni occasione stanno già apparecchiando il dibattito, per morbosità e per necessità terapeutica di una comunità divisa, tra vicini di casa e vicini di social, che si sente perduta davanti all'inspiegabile. Anzi: addirittura minacciata dall'orrore a due passi da qui, dalla bestia ignota che salta fuori, senza essersi annunciata, perché dormiva nello scrigno dei ricordi, delle cose sacre.

Ecco dunque i residui riflessi umani di Maria Sofia e Gaia di cui oggi saranno celebrati i funerali. Non le riporteranno in vita: ci aiuteranno, piuttosto, a ricordarle con un sorso di dolcezza nell'amarezza di un calice indicibile. Una preghiera. Un bacio. L'ultima foto di due bambine e della loro felicità.