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Crisi e promozioni fuori stagione
Da est a ovest, i saldi non decollano


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Viaggio nello shopping a Catania e Palermo fra affari, polemiche e negozi che chiudono.

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PALERMO - I saldi a Palermo non decollano, "soffocati" dalle promozioni fuori stagione. Questo è il quadro dipinto da alcuni titolari e responsabili dei negozi del centro città che dallo scorso 2 gennaio hanno cominciato a proporre i loro prodotti a prezzi scontati. E anche a Catania la partenza non è stata incoraggiante.

QUI PALERMO
Nessuno escluso, dalle storiche insegne alle nuove attività, titolari e gestori non puntano più sul "canonico" periodo dei saldi invernali o estivi, ma aprono finestre promozionali nel corso di tutto l'anno. “Ne ho ideate diverse per i miei clienti a partire da fine novembre - racconta Marta Marranzano, titolare di Ma?!, negozio di abbigliamento e accessori di via Gaetano Daita - non mi stupisce affatto che da quando sono cominciati i saldi non c'è stata ressa davanti al mio negozio”.

Marta Marranzano non è l'unica ad avere scontato la merce prima del 2 gennaio: “Abbiamo lavorato benissimo durante il periodo natalizio grazie alle promozioni fino al 31 dicembre - spiega Emma Messina, uno dei titolari del negozio di accessori per la casa Home - gli sconti circoscritti ad un periodo non cambiano più le sorti di un'attività commerciale come succedeva una volta. Quindi no, nessuna fila di clienti fuori dal negozio se consideriamo anche che quest'anno i saldi sono partiti in una settimana in cui il maltempo non ci ha abbandonato”.

Addio alla vecchia stagione dei saldi e forse anche ai grandi affari. Quest'anno i negozianti del centro hanno deciso di applicare riduzioni che non superano il trenta per cento. Gli acquisti a metà prezzo, nella maggior parte dei casi, riguardano solo le rimanenze di magazzino o le vecchie collezioni.

"La stagione dei saldi non ci cambia la vita", dicono quindi a Livesicilia quasi tutti i commercianti del salotto buono della città. Il "quasi" è dovuto alle voci fuori dal coro. C'è ancora chi, tra i commercianti, attende con ansia la stagione dei saldi. Ad esempio, i titolari di negozi di calzature e abbigliamento che, in base ai dati forniti da Confcommercio Palermo, sono al secondo posto tra le classi merceologiche più vendute, superate solo dal cibo. “Noi non ci possiamo affatto lamentare - sottolinea Barbara De Luca, titolare di Dress - il lavoro non manca mai, ma devo dire che dal 2 gennaio qui c'è davvero tanto da fare”.

L'altra faccia della medaglia è lo scoramento di chi non riesce ad andare avanti e sta per abbassare la saracinesca. È il caso del negozio di accessori e abbigliamento Gattomatto di via Daita: “Sono veramente arrabbiato - a parlare è Eugenio Piccilli, responsabile del punto vendita - a breve sarò costretto a chiudere. Tra centri commerciali e grandi firme è come se avessero letteralmente inghiottito l'attività mia e di mia moglie. I clienti non cercano altro che sconti e promozioni, non si rendono conto che chi non applica ricarichi enormi, come noi, non può abbassare troppo i prezzi. Queste dinamiche la gente non le comprende e a noi non resta che pagare tutti i fornitori e togliere il disturbo. In queste condizioni - conclude amareggiato Piccilli - i saldi non ci cambieranno la vita”.

Ci sono poi coloro che, attenendosi alle normative, non hanno proposto sconti anticipati e polemizzano con chi lo ha fatto: “I commercianti non possono pubblicizzare saldi fuori stagione - spiega Patrizia Marci, responsabile del punto vendita Susy mix by Putia di via Principe di Belmonte - ma le assicuro che qui in centro ci sono i saldi tutto l'anno e questa io la chiamerei concorrenza sleale. Tra sms, e-mail e chiamate il cliente è costantemente avvisato e bombardato di promozioni, perché mai dovrebbe attendere gennaio?”.

Maltempo, crisi, promozioni “fuori stagione”: ecco il mix che, almeno alle prime battute, non fa decollare gli incassi. C'è tempo per sperare, confidando nelle previsioni di Confcommercio: “Prevediamo il mantenimento dei livelli di fatturato dell'anno scorso - dice Patrizia Di Dio, presidente della Federazione provinciale del commercio - in base alle nostre analisi, durante il periodo dei saldi ogni famiglia spenderà circa 250 euro, speriamo che alla fine dei due mesi previsti i nostri pronostici vengano confermati”.

Anche la presidentessa evidenzia criticità: “La Sicilia, non mi spiego perché, deve sempre vivere di anomalie. Mentre nel resto d'Italia gli sconti partiranno il 5 gennaio, da noi sono cominciati il 2, un lunedì. Una partenza infrasettimanale che non ha certamente aiutato. In ogni caso, sarà meglio attendere almeno questo primo fine settimana per cominciare a comprendere l'andamento. Spero - aggiunge - che le vendite aumentino perché generalmente durante i saldi, sia invernali che estivi, un'attività commerciale si assicura quasi il quaranta per cento dell'intero fatturato annuo”.

E sull'eterna lotta fra grandi catene commerciali e piccole e medie imprese, il numero uno di Confcommercio non ha dubbi: “Libero mercato, libera concorrenza. Io non posso che essere felice che grossi marchi decidano di investire a Palermo. Questo però dovrebbe stimolare l'ingegno dei nostri imprenditori. Secondo me - conclude Patrizia di Dio - le piccole attività non possono naturalmente competere con la potenza economica di turno, ma potrebbero, e dovrebbero, tutelare e puntare tutto su quei clienti che preferiscono ancora sentirsi coccolati e riconosciuti. Puntiamo quindi sulla vendita assistita e soprattutto sull'esclusività e la ricercatezza dei nostri prodotti”.

QUI CATANIA
Niente febbre dei saldi alle falde dell'Etna, i negozi non sono presi d'assalto e se per i vertici della Confcommercio è ancora presto per un bilancio, nella città che detiene il record nazionale della presenza di centri commerciali - 13 in un'aera di 500mila abitanti - gli imprenditori hanno un quadro chiarissimo di quello che sta accadendo.

“Non c'è più una regola certa, in base a quanto stabilito a livello europeo, le promozioni si possono fare in qualunque momento e almeno da novembre i cittadini sono bombardati da sms e offerte con sconti che vanno dal 30% al 50%”. Gigi Tropea, il re dei commercianti della “Catania bene”, non ha dubbi. Dalla sua boutique che guarda a piazza Europa passa tutta la città. “I saldi è come se non ci fossero - continua Tropea - i fornitori sono i nostri concorrenti, i negozi monomarca mandano lettere e sms ai propri clienti ai primi di novembre che hanno provocato un disastro nel mondo dell'abbigliamento”.

“I SALDI FUNZIONANO COSI'”
“Ufficialmente - racconta Gigi Tropea - ogni provincia può decidere la data, ma se io mi avvalgo della legge europea posso fare i saldi e promozioni quando voglio. I saldi li abbiamo iniziati prima, abbiamo fatto le promozioni, mi riferisco al settore uomo, che soffre più di tutti”. Perché il settore uomo è in crisi? “Perché – risponde Tropea - nell'Italia reale e soprattutto a Catania, nonostante la crisi l'uomo deve vestire moglie, figli e in alcuni casi anche l'amante. Per ultimo pensa a se stesso”. Diverso il discorso per la donna che acquista con maggiore facilità, “anche quando l'azienda del marito è in crisi”.

SALDI AL FEMMINILE
Nel settore donna c'è una maggiore possibilità di trovare occasioni reali, sempre secondo Tropea. “Tutto dipende dal budget con cui, durante l'anno, programmiamo gli acquisti. Quando si vendeva di più, noi commercianti aumentavamo il budget di acquisto della merce, esaurivamo la merce entro dicembre e acquistavamo nuovi prodotti scontati che rivendevamo. Adesso servono per vendere l'invenduto tentando di perdere il meno possibile. Il problema è stato causato dalla notevole quantità di merce in circolazione, soprattutto a Catania, dove insistono alcuni tra i centri commerciali più grandi d'Europa, che contengono centinaia di negozi monomarca”. Per riconoscere le occasioni vere, bisognerebbe tornare nello stesso negozio in cui, durante l'anno, sono stati fatti gli acquisti e confrontare i prezzi. Il rischio è quello di prendere un abbaglio.

BILANCIO “PREMATURO”
Nel cuore della città la boutique Barbisio segna stili e tendenze. Il titolare Riccardo Galimberti è anche presidente della Confcommercio. “Il bilancio - spiega Galimberti - è ancora prematuro, di solito i saldi iniziano il sabato, quest'anno sono partiti il 2 gennaio, anche questo weekend capita su un ponte, però c'è il freddo, noi riteniamo che la settimana decisiva sarà la prossima”. Galimberti conferma che c'è un “discreto stock nei negozi”, in pratica merce invenduta, mentre i clienti “ricercano di più il rapporto qualità – prezzo, i negozi si stanno attrezzando in modo più virtuoso. Se tutto va bene, possono esserci vere occasioni. Ma adesso – conclude il presidente di Confcommercio - è ancora presto per tirare le somme”.