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Castelvetrano

"Che i figli possano disprezzarli"
L'anatema al funerale


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, Cronaca, Trapani

Le parole del figlio del cugino di Messina Denaro. La collaborazione e le indagini.

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CASTELVETRANO (TRAPANI)- Un amore dichiarato verso il padre, un appello a seguirne l'esempio e parole dure rivolte a chi "gioendo banchettava" per la morte del genitore: "che i loro figli possano disprezzarli e odiarli". E' stato un discorso forte e coraggioso quello che Giuseppe Cimarosa, ha pronunciato questo pomeriggio, nella chiesa Maria Santissima Annunziata di Castelvetrano, davanti al feretro del padre Lorenzo, che per primo aveva rotto il silenzio sugli affari della famiglia mafiosa di Castelvetrano guidata dal boss Matteo Messina Denaro. Lorenzo Cimarosa, 56 anni, cugino acquisito da parte della moglie del superlatitante, era stato arrestato nel dicembre 2013 nell'ambito dell'operazione antimafia Eden; dall'aprile 2016 era agli arresti domiciliari per motivi di salute dopo avere reso dichiarazioni spontanee ai magistrati facendo scattare nuove indagini. Cimarosa, che pur collaborando con i magistrati aveva negato di essere stato affiliato a Cosa Nostra, è morto sabato notte nella sua casa di Castelvetrano dopo una lunga malattia. "In vita sei stato coerente con la tua scelta. Ci hai dato la libertà. Quella libertà che deve fare gridare a tutti basta" ha aggiunto ancora il figlio Giuseppe, che con il fratello ha spinto il padre a pentirsi senza mai accettare un programma di protezione e che al termine del suo intervento è stato applaudito. Circa 150 i partecipanti al funerale officiato da don Rino Randazzo che ha avuto parole di apprezzamento per il comportamento di Lorenzo Cimarosa al quale si sono "aperte le porte del Signore". A poche decine di metri, dalla chiesa, affacciati a un balcone della loro casa di via Cadorna (dove risiedono le sorelle di Messina Denaro),al termine dell'omelia funebre, sono stati notati alcuni dei familiari più stretti del latitante che non hanno partecipato alle esequie. (ANSA)