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PALERMO

Il "pensatoio" di Davide Faraone
"In Sicilia è in atto la restaurazione"


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Il leader dei renziani nellI'Isola convoca 100 personalità. LE FOTO DI CHI C'ERA


PALERMO - "C’è un processo di restaurazione in atto, ma noi non possiamo rassegnarci”. Per questo il sottosegretario Davide Faraone ha riunito questa mattina a Palermo cento personalità del mondo della cultura e delle imprese, invitate a unirsi al “Pensatoio” dei dodici tavoli tematici con l'obiettivo dichiarato di "scrivere il futuro della Sicilia". Un’iniziativa, sottolinea il leader dei renziani siciliani, "con cui non si vogliono organizzare truppe in vista delle elezioni, ma idee".

Proprio un video di Leonardo Sciascia che parla di idee apre l’intervento di Faraone, che fa sue le parole dello scrittore sottolineando come troppo spesso i siciliani siano convinti dell’inutilità del pensiero, perché il mondo è destinato a rimanere uguale. Raccogliere personalità intorno a un tavolo è il modo scelto da Faraone per lanciare la sfida: “Noi non vogliamo rassegnarci al contesto, ma dare forza e gambe a idee che devono funzionare”. Il primato delle idee, secondo Faraone, è necessario anche per  "rimettere al suo posto la politica, che troppo spesso è andata a invadere campi che non le sono propri".

Ecco perché ripete più volte che l’appuntamento di oggi non è un pretesto per battezzare nuove correnti o raggruppare possibili candidati: “Vogliamo costruire, imparare con umiltà, e mettere tutto questo davanti ai destini individuali e alle candidature”. Faraone, dunque, dribbla le domande sul nuovo progetto politico lanciato dal governatore Rosario Crocetta, sulla sua possibile candidatura alla presidenza della Regione e sull’ipotesi che la coalizione che sostiene l'attuale presidente presenti un listone unico alle amministrative di Palermo. "Oggi ci preoccupiamo di altro", taglia corto. 

In platea si riconoscono, tra gli altri, il presidente dell'Enac Vito Riggio, il dirigente regionale della Pesca Dario Cartabellotta, l'avvocato Nino Caleca, il rettore dell'Università di Palermo Fabrizio Micari e quello di Messina Pietro Navarra, Luigi Cocilovo, Gianni Parisi, Manlio Mele, il docente universitario Antonio La Spina, Antonio Purpura, Giovanni Arnone, l'ex dirigente della Formazione professionale Ludovico Albert, gli imprenditori Nicola Fiasconaro e Tommaso Dragotto.

La sfida di Faraone è costruire un’altra idea di Sud: “Sono molto infastidito dai sorrisetti e dal pietismo con cui al nord e nei tavoli nazionali si guarda alla nostra condizione - dice Faraone - Tutte le volte che c’è una provenienza sicula si attiva un pregiudizio negativo”. Ma questo pregiudizio esiste anche perché la classe politica siciliana non ha saputo contrastarlo: “Siamo sempre visti come un popolo che chiede, che ha usato i fondi comunitari come se fossero la cassa del mezzogiorno. Voglio cambiare proprio questo, fare capire che possiamo fare da soli. Il nostro obiettivo è tirare fuori la Sicilia dalla condizione minoritaria in cui tutta la classe dirigente l’ha gettata”.