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Aeroporto di Palermo

Punta Raisi, telecamere implacabili
In un anno elevate 80mila multe


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La zona arrivi dello scalo Falcone-Borsellino

Verbali per sosta oltre i 15 minuti. Ma occhio alla data: notifiche non sempre entro i termini.


CINISI (PALERMO) - Controllare una data può salvarvi da una multa, o anche da due. Lo sa bene Luca Gioacchino Insalaco, avvocato palermitano che ha impugnato due verbali da 111 euro l’uno (di cui 30 di spese postali) che gli erano stati elevati per aver lasciato l’auto all’aeroporto Falcone-Borsellino oltre i 15 minuti di tolleranza. Uno sforamento immortalato dalle telecamere del “Kiss and Fly”, il sistema di sosta breve inaugurato all’inizio del 2016 e che ha provocato nel giro di un anno oltre 80 mila contravvenzioni, una media di oltre 200 verbali elevati al giorno.

L’utente, in poche parole, può parcheggiare la propria vettura senza dover pagare alcunché, ma a patto che entro un quarto d’ora se ne vada. Insomma, il tempo necessario a salutare i parenti che partono o che arrivano, sforato il quale la targa viene fotografata dalle telecamere e scatta in automatico la multa. A elevare la contravvenzione sono i 12 vigili urbani di Cinisi, comune nel cui territorio ricade lo scalo di Punta Raisi, che si avvalgono delle telecamere e sono presenti allo scalo.

Il sistema, finora, ha dato i suoi frutti: oltre 80 mila multe per un totale di 3,8 milioni incassati. Due di queste sono andate a Insalaco che però, non appena le ha ricevute, ha subito notato che era passato troppo tempo. Dal 2010, infatti, il Codice della Strada prevede che il verbale vada notificato entro 90 giorni a decorrere dalla data di accertamento e, in particolare, il termine viene calcolato non in base alla ricezione della contravvenzione ma alla data in cui questa è stata consegnata all’ufficio comunale o postale che deve recapitarla. Nel caso di Insalaco, una prima multa risaliva al 29 aprile ma è stata consegnata all’ufficio postale il 12 agosto; la seconda infrazione era del primo maggio, ma è stata data alle Poste solo il 12 agosto e all’utente il 3 settembre. Troppo per entrambi i due giudici di pace a cui il legale si è rivolto, che così hanno deciso per l’annullamento con tanto di spese di giudizio a carico del Comune.

“Le recenti sentenze del Giudice di Pace di Palermo sono particolarmente importanti - dice l'avvocato Insalaco - In primo luogo, perché cristallizzano un chiaro principio in relazione al momento in cui inizia a decorrere il termine di prescrizione, ovvero quello della commessa violazione. In secondo luogo, per la condanna al pagamento delle spese di giudizio inflitta all’ente locale soccombente. Il consiglio agli automobilisti è di verificare con attenzione eventuali profili di illegittimità delle multe e, in particolare, se i verbali siano stati notificati tempestivamente. In ballo c’è la tutela diritto di difesa del cittadino, garanzia che non può essere compromessa da eventuali ritardi burocratici o da prassi organizzative interne degli uffici preposti”.

Chi allarga le braccia è il sindaco Cinisi, Giangiacomo Palazzolo: “Si tratta di un ritardo dei nostri uffici che, pur con sei impiegati, non riescono a far fronte a tutto – dice il sindaco – in questo caso la mala amministrazione salva il cittadino da una multa giusta, ne prendiamo atto. Molti si lamentano del kiss and fly, ma in realtà basterebbe pagare 3 euro per poter parcheggiare un’ora. Una cifra di certo non impressionante, chi prende l’aereo può permetterselo, ma spesso abbiamo l’idea di dover arrivare al check-in con l’auto”.

Anche se i problemi del sistema non sono solo i ritardi. “Lo Stato è cieco – accusa il sindaco – nel 2016 con 80 mila multe abbiamo incassato 3,8 milioni di euro, ma di questi dobbiamo darne 1,3 a Poste Italiane perché la legge mi impone di rivolgermi a loro, indipendentemente da quello che incassiamo realmente. Inoltre dobbiamo spendere la metà di quanto rimasto per la Polizia municipale: abbiamo acquistato computer nuovi, divise, auto, pistole, non sappiamo più come spendere i soldi che quindi restano bloccati, mentre ne avrebbero bisogno il sociale e o i bambini che vanno a scuola ma non possono permettersi la merenda”.