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Palermo - l'inchiesta

Con la cocaina fuori dal pub
Si qualifica: "Sono un giudice"


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Il retroscena del blitz che ha portato in cella 5 pusher da cui si riforniva la Palermo bene.


PALERMO - Ventiquattro minuti dopo la mezzanotte del 3 febbraio scorso. Squilla il telefono di Antonino Di Betta, uno dei cinque pusher arrestati due giorni fa dagli agenti della Squadra mobile.

“Compà dove sei, sono l'amico di Claudia”, dice l'uomo all'altro capo della cornetta. “Sono qua, qua, ora mi vedi”, lo tranquillizza lo spacciatore che sta per arrivare nei pressi di un pub a pochi passi da via Libertà. I poliziotti seguivano Di Betta per assistere alla consegna di una dose di cocaina.

Intervengono e li bloccano. Di Betta ha 25 dosi di cocaina in tasca. Il cliente non ha droga addosso. Dalla tasca tira fuori il tesserino: “Sono un giudice...”. Per gli agenti cambia poco. Il giudice, in servizio ad Agrigento, finisce nella lista dei tantissimi clienti di Di Betta in mano agli agenti della Narcotici. Bisognerà capire se e quali conseguenze potrebbe avere la vicenda sulla sua carriera. Stessa cosa per gli avvocati. Tutti saranno segnalati alla Prefettura come consumatori e scatterà per loro una sanzione amministrativa. Quello del giudice è un episodio che non è confluito nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Guglielmo Nicastro, segno che c'è ancora molto da scoprire.

Individuati i pusher e i clienti ora le indagini si concentrano sui canali attraverso i quali la droga arrivava in città. Gli arrestati hanno un passato da pusher, ma l'ipotesi è che facciano parte di un meccanismo più complesso. Secondo gli investigatori, non si spaccia un chilo di cocaina al mese per un volume d'affari di 300 mila euro senza avere le spalle coperte. O, più semplicemente, senza dovere renderne conto a qualcuno. Un qualcuno che potrebbe avere il volto di chi oggi guida i clan mafiosi della città. Gli spacciatori si muovevano su e giù per Palermo per consegnare la cocaina, anche se il grosso del lavoro si concentrava nella zona di Palermo Centro, mandamento mafioso di Porta Nuova. Un mandamento dove gli affari della droga sono sempre più targati Cosa nostra.