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Verso le regionali

Dopo il colloquio con Berlusconi
Miccichè: "Avanti con le primarie"


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"Faremo di tutto per trovare un candidato condiviso prima del 23 aprile", dice Miccichè.


PALERMO – Quella delle primarie del centrodestra, per le quali è già stata fissata una data, è una partita ancora tutta da giocare. La consultazione del 23 aprile su cui c'è un accordo di massima tra gli alleati della coalizione è un appuntamento ancora non affatto scontato. Oggi dopo un colloquio tra il leader dei forzisti siciliani Gianfranco Miccichè e Silvio Berlusconi era parso che la strada delle primarie fosse più spianata. Miccichè, pur ricordando il tradizionale scetticismo di Berlusconi verso le primarie (“non gli piacciono”, diceva oggi il commissario degli azzurri in Sicilia), aveva spiegato come il processo fosse ormai concordato con gli alleati in forza di un patto mirato a compattare la coalizione in vista delle regionali. Insomma, da Roma non emergeva un esplicito stop al percorso dei gazebo di centrodestra ("si va avanti", riassumeva Miccichè): da qui la lettura dalla nostra e dalle altre testate di un sostanziale via libera da parte di Palazzo Grazioli. Una ricostruzione sulla quale però subito interveniva lo stesso Miccichè, precisando che non c'era stato nessun “via libera” dal Cavaliere. E così il commissario di Forza Italia inviava un comunicato stampa in cui spiegava: “Nessun ok da parte di Silvio Berlusconi sulle primarie in Sicilia. Ho spiegato ai vertici del partito la necessità di andare avanti su questa strada per non spaccare il centrodestra nell’Isola, e per potere quindi vincere le elezioni regionali. Faremo di tutto per trovare un candidato condiviso prima del 23 aprile, data decisa per le primarie”. Dalla segreteria di Berlusconi poi arrivava una secca nota per dire che "qualsiasi dichiarazione o affermazione attribuita al Presidente in merito alle elezioni siciliane è destituita di ogni fondamento".

Insomma, se c'è la benedizione romana sull'appoggio a Palermo a Fabrizio Ferrandelli, la strada che porta alla consultazione di coalizione del 23 aprile invece dal detto e dal non detto appare ancora in salita. L'ipotesi di un candidato condiviso che renda superflue le primarie è ancora sul tavolo, per espressa ammissione di Miccichè. Che ha due mesi per disinnescare la macchina dei gazebo richiesta a gran voce dagli alleati.