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Centrodestra e tempo d'elezioni
La Sicilia nel mirino del 'Giornale'


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centrodestra, il giornale

Per due giorni la Regione in prima pagina del quotidiano vicino ai forzisti.

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PALERMO – Sceglie la Sicilia il Giornale della famiglia Berlusconi per la sua apertura. Raccontando la vicenda di Riscossione Sicilia, con i numeri monstre delle imposte non riscosse nell'Isola, riferiti in commissione Antimafia da Antonio Fiumefreddo. E ripescando una vicenda, risalente a qualche anno fa, quella delle consulenze da 18 milioni in quattro anni elargite a un esercito di avvocati per ottenere però risultati modesti. Notizia che il quotidiano più vicino a Berlusconi piazza nella parte più nobile della prima pagina, con tanto di editoriale firmato dal direttore Alessandro Sallusti.

Insomma, la stampa nazionale di centrodestra irrompe sulla Sicilia, proprio nelle ore in cui i vertici siciliani di Forza Italia trattano con quelli nazionali sulla complicata pratica delle primarie di coalizione. Ed è un uno-due quello del quotidiano milanese, visto che già ieri i 52 miliardi di tasse non riscosse nell'isola avevano conquistato il titolo principale della prima pagina.

Il Giornale parte dagli 886 legali pagati da Riscossione, che recupera solo l'8 per cento dell'evaso. Una storia ormai archiviata, che Livesicilia ha raccontato qui, che risale al periodo compreso tra il 2011 e il 2014. E che il quotidiano collega ai desolanti numeri rappresentati all'Antimafia da Fiumefreddo, 52 miliardi non riscossi in dieci anni, e nel 2015 a fronte di 5 miliardi e 700 milioni da incassare, introiti solo per 480 milioni, ovvero l'8% di quanto la società avrebbe dovuto riscuotere.

Un bel disastro che fa titolare il commento di Sallusti “L'isola Cayman d'Italia”, accostando la Sicilia ai paradisi fiscali. Con tanto di elenco, a pagina due, degli eccessi dei costi della macchina pubblica dell'Isola, rubricato alla voce “La Regione dei furbetti”. Una ricostruzione alquanto severa, che sorvola su altri dati, come quelli della Cgia di Mestre che ha spiegato come la pressione fiscale sia in realtà più alta al Sud per gli aggravi delle imposte locali o sul conto salatissimo pagato dalla Sicilia per il contributo al risanamento dei conti dello Stato, ma tant'è. A pagina due e tre campeggia una grande foto passante del governatore Rosario Crocetta e della sua giunta, bersaglio delle critiche del giornale. Completa il tutto un'intervista a Pietrangelo Buttafuoco, che torna sul suo cavallo di battaglia, proponendo che si archivi lo statuto speciale per commissariare la Regione.

Un'attenzione giornalistica che, al di là del merito, può essere letta anche come una spia di un'attenzione politica d'area. Gli appuntamenti elettorali siciliani dei prossimi mesi, le amministrative di Palermo e le regionali, sono test essenziali con una indiscutibile ricaduta nazionale. E il centrodestra, dopo una stagione di disfatte, accarezza il sogno di tornare competitivo alle urne in quello che fu il suo granaio. Il piccolo caso maturato ieri sul “giallo” relativo al responso di Berlusconi sulle primarie siciliane (non gradite al Cavaliere ma invocate dagli alleati dei berlusconiani in Sicilia), con tanto di smentita ufficiale di Palazzo Grazioli, dà la misura di come in questo momento l'Isola giochi un ruolo delicatissimo nella partita a scacchi che porterà alle prossime Politiche, siano esse in autunno o a scadenza naturale a febbraio.

Per tornare competitivo, il centrodestra deve ricompattarsi. Il prezzo per farlo è quello di concedere le primarie agli alleati. Quelle primarie che potrebbero diventare un precedente non gradito per Forza Italia a Roma. E allora toccherà “fare di tutto”, queste le parole di Miccichè, per mettersi d'accordo su un nome prima di aprile. E lavorare duro su Palermo per portare Fabrizio Ferrandelli a un risultato accettabile che possa incoraggiare le truppe di centrodestra in vista dell'autunno. Non sarà un lavoro facile ma la Sicilia sarà una tappa cruciale nel complicato cammino forzista dei prossimi mesi. E l'attenzione ai temi dell'Isola e del suo malgoverno da parte di un quotidiano vicino alle sensibilità del mondo forzista sembra confermarlo