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Fallisce l'Associazione allevatori
M5S: "Rischio crac per zootecnia"


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Interviene Cracolici. Cimino: "L'assessorato non ha saputo risolvere la vertenza". L'assessore: "In giro sciacalletti"

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PALERMO - L’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici ha convocato il direttore generale dell’Aia (Associazione Italiana Allevatori) , ente al quale sono affidati per legge i controlli funzionali per la tenuta dei registri genealogici, per discutere della grave crisi che si è determinata a seguito della notifica della procedura di fallimento dell’Aras (Associazione regionale allevatori della Sicilia). L’incontro è stato fissato per mercoledì prossimo a Palermo.

“Il fallimento dell’Associazione allevatori (Aras) è emblematico di come l’Assessorato regionale all’Agricoltura non abbia saputo risolvere una vertenza che riguarda importanti funzioni nel campo del controllo dei bovini e degli ovini e il lavoro di 120 dipendenti. Occorre trovare subito una soluzione per non disperdere la professionalità di questi dipendenti, per i quali va trovato un ricollocamento-assorbimento in altri enti e istituti regionali come lo Zootecnico e lo Zooprofilattico. E’ grave che in un settore in cui talvolta la mancanza di controlli e le gestione degli stessi in mano a soggetti coinvolti in indagini contro organizzazioni criminali ha determinato un incremento di pandemie con rischi anche per l’uomo. Il governo Crocetta affronti immediatamente la vicenda e provveda al ripristino di tali controlli affidando le competenze ex Aras e utilizzando il personale allo stato sospeso”. Lo afferma Michele Cimino, portavoce di Sicilia Futura e deputato all’Assemblea regionale siciliana.

“Il fallimento dell'associazione regionale Allevatori della Sicilia, dichiarata ieri dalla sezione Fallimentare del Tribunale di Palermo, potrebbe provocare il crollo dell'intero settore zootecnico siciliano, e della provincia di Ragusa in particolare”. E' l'allarme lanciato dalla deputata del M5S all'ARS Vanessa Ferreri, che commenta così la dichiarazione di fallimento dell'Aras, emessa dai giudici palermitani.

“Era noto da tempo che l'Aras navigasse in cattive acque, sia a causa del fatto che la Regione ha progressivamente diminuito negli anni il contributo che le versa, sia per colpa di una quasi decennale gestione commissariale che non ha fatto altro che aggravare e accelerare il collasso organizzativo, finanziario ed amministrativo dell'ente”, spiega la parlamentare iblea.

“L'unica soluzione per dare stabilità organizzativa all'associazione Allevatori e serenità ai lavoratori era quella dell'accorpamento 'in convenzione' delle  funzioni, del  personale,  delle  sedi  e  delle attrezzature dell'ente con l'Istituto sperimentale  zootecnico  della  Sicilia, una proposta condivisa dal M5S e apprezzata anche dall'allora assessore regionale all'agricoltura Cartabellotta, ma poi mai attuata da questo governo, a dimostrazione ancora una volta del suo totale disinteresse verso i problemi dell’agricoltura siciliana”, continua Vanessa Ferreri.

A rischio c'è adesso l'intero comparto zootecnico dell'isola, in quanto l'Aras svolgeva un servizio essenziale per la certificazione della carne proveniente dai nostri allevatori, che, in mancanza di tale certificazione, non potrà più essere venduta.

“A farne maggiormente le spese – continua Ferreri - sono gli allevatori della provincia di Ragusa, dove si concentra un'ampia fetta della zootecnia siciliana. Già moltissimi di loro sono stati truffati dal fallimento della Ragusa Latte, una cooperativa di 160 aziende zootecniche che improvvisamente ha registrato in poco tempo pesantissime passività a fronte di una situazione florida sino a qualche anno fa. Adesso devono anche subire il fallimento di un ente la cui direzione non ha fatto altro che dilapidare l'intero patrimonio attraverso delle spese di gestione alquanto allegre, tra rimborsi spese, autovetture in leasing , promozioni e aumenti di stipendi ad alcuni dipendenti al fuori dal concerto sindacale e dal Contratto nazionale di lavoro, oltre che l'assunzione di un cospicuo numero di personale amministrativo che, per le finalità alle quali l'Aras era preposto, suscita qualche perplessità, e non a caso è arrivata la dichiarazione di fallimento”.

In conclusione, la deputata 5Stelle: “si riuniscano subito congiuntamente le commissioni legislative competenti, perché adesso è una corsa contro il tempo per evitare il collasso del settore. C'è da decidere il ruolo che dovranno avere l'Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia e l’Istituto zooprofilattico nell'assorbire i lavoratori e nell'assistere gli allevatori, nonché capire che cosa ne sarà delle somme che la Regione deve ancora all'Aras per il saldo degli anni precedenti e parte del 2016”.

I sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e Confederdia intervengono sulla vicenda del fallimento dell’Aras, associazione regionale allevatori, chiedendo all’A.I.A, l’associazione nazionale di riferimento, di “disporre un atto di reclamo finalizzato alla sospensione della sentenza del Tribunale fallimentare e di avviare un’ interlocuzione con il curatore fallimentare per la ripresa delle attività dei lavoratori”.  La sentenza è di ieri e a seguito di essa sono stati apposti i sigilli alla sede regionale dell’associazione e sono stati sospesi i lavoratori. I sindacati chiedono anche un incontro urgente con  l’assessore regionale all’agricoltura affinchè possano essere rispettate le scadenze per accedere ai premi Pac “visti i reali problemi di liquidità dell’Aras”  “E’ una vicenda paradossale- scrivono i rappresentanti delle quattro sigle sindacali nella nota inviata alle istituzioni regionali, al direttore dell’Aia e al Commissario dell’Aras-  considerando il nostro impegno di questi mesi, con tutte le forme contrattuali, per salvaguardare i lavoratori e le attività, con l’approvazione anche di una riorganizzazione del lavoro che agevolasse l’ente nel tenere i conti in equilibrio”. I sindacati chiedono la ripresa delle attività; all’Aia e al governo regionale dunque un incontro “per concertare le iniziative finalizzate ad evitare l’interruzione del pubblico servizio svolto dall’Aras nel settore zootecnico”.

Aggiornamento ore 19,00. La replica di Cracolici

“Leggere commenti di alcuni sciacalletti che di mestiere fanno solo i commentatori, pur avendo avuto responsabilità amministrative e politiche di primissimo piano, sulla storia del fallimento dell’Aras è solo il sintomo di una politica che prova a rovesciare permanentemente la verità.” Lo dice l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.

“ L’Aras da anni è in una crisi drammatica, questa associazione commissariata da un decennio, ha vissuto sui trasferimenti della Regione che da diverso tempo sono stati ridimensionati, non per la indisponibilità di risorse, ma semplicemente perché il numero dei controlli funzionali della tenuta del registro genealogico, da tre anni è rimborsato obbligatoriamente secondo un regime forfettario. Qualunque risorsa aggiuntiva che pur la Regione aveva nelle sue disponibilità, non poteva essere erogata perché costituiva un regime di aiuto non autorizzato – continua Cracolici -. Nell’ultimo anno la Regione ha fatto salti mortali per far liquidare le risorse spettanti all’Aras, malgrado la situazione debitoria. Con il Durc negativo e i pignoramenti che hanno reso non facile questa attività. Pur tuttavia, abbiamo approvato una norma che ha consentito di notificare un regime di aiuto speciale affinché potessero essere erogate nuove risorse con lo stanziamento di 1 milione e 400 mila euro in più, per ogni anno, per l’attività di assistenza tecnica. L’Assessorato Agricoltura ha fatto la sua parte. Gli altri che non conoscono le cose di cui parlano, sono pregati di tacere.”