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La vertenza

Ksm, 405 dipendenti in bilico
I sindacati: ribassi sui lavoratori


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Annunciati tagli in tutta la Sicilia. Il 5 aprile uno sciopero nazionale a Napoli.

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, Economia
PALERMO - Sono 405 i dipendenti siciliani della Ksm, la società che opera nel campo della sicurezza e vigilanza privata, che nel giro di due settimane potrebbero perdere il lavoro. Proprio oggi l'incontro fra le parti sociali e i vertici della società che ha comunicato l'intenzione di mettere alla porta centinaia di lavoratori in tutto il territorio siciliano. I sindacati lanciano l'allarme: "Questo provvedimento arriverebbe non per la perdita di commesse e servizi, ma per una pratica costante degli istituti di partecipare a gare d'appalto giocando costantemente al ribasso sul costo dei compensi dei vigilanti - sostengono i rappresentanti dei lavoratori -. In Ksm il costo per ora di ogni addetto alla sicurezza è di circa diciannove euro l'ora, mentre adesso, non solo la società siciliana, ma tendenzialmente tutto il settore, comincia ad aggiudicarsi gare per servizi di vigilanza proponendo una media dei costi per ora che si attesta dai tredici ai sedici euro. Proprio su questo calo della retribuzione si gioca la messa in mobilità di questi 405 dipendenti. Sempre i sindacati denunciano, infatti, che le ultime gare che la Ksm si sarebbe aggiudicata si basano su costi del personale inferiori rispetto a quelli previsti da contratto, motivo per il quale alla società non resta che licenziare, trovare personale da pagare meno, se non subappaltare o cedere l'appalto ad altri istituti".

Insomma, un cambio di marcia di tutto il settore della sicurezza che secondo le principali sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, si starebbe consumando sulla pelle dei dipendenti a scapito dei loro diritti acquisiti. Nonostante le parti sociali si siano già mobilitate, per questi lavoratori all'orizzonte si prospetta il licenziamento e un sussidio dell'Inps per un massimo di due anni. Proprio per questo è già stato programmato uno sciopero nazionale che si svolgerà il cinque aprile a Napoli: “E' necessario tenere alta la guardia - afferma Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl - questo fenomeno del giocare al ribasso si sta diffondendo a macchia di leopardo in tutta Italia. In Sicilia già è scattato l'allarme a Siracusa per esempio per il personale di sorveglianza dell'Asp o all'aeroporto di Catania. Il problema non è solo il tradimento dei lavoratori e dei loro diritti, ma anche il rischio concreto di un abbassamento drastico della qualità dei servizi in luoghi altamente a rischio come gli aeroporti, dove il personale deve essere altamente qualificato e preparato. Qui si parla in primis della sicurezza degli operatori – sottolinea il segretario – ma soprattutto di quello dei cittadini”. Proprio per questo i sindacati auspicano una sinergia anche con i sindacati dei datori di lavoro: “E' necessario che tutti comprendano la situazione – spiega Calabrò – per stimolare le giuste verifiche e i necessari controlli da parte del ministero presso tutti gli istituti”.

Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia, spiega che “il problema dell’aggiudicazione degli appalti pubblici continua a mietere vittime e, nonostante le nostre richieste, continuiamo a registrare il silenzio da parte di tutte quelle istituzioni che dovrebbero garantire l’applicazione delle leggi nel nostro Paese. Abbiamo sempre detto che con l’andare del tempo le aziende sane avrebbero chiuso e oggi anche un’azienda leader come Ksm ha comunicato una serie di criticità legate non tanto a degli esuberi reali ma a un problema di costi che non riescono più a sostenere proprio a causa degli importi di gara al massimo ribasso. Questa è una deriva che se non governata finirà col distruggere il settore e col far chiudere le aziende virtuose che continuano con grandi sacrifici a rimanere sul mercato. E tutto questo avverrà anche a discapito anche della sicurezza dei cittadini. Ricordiamoci che queste aziende svolgono attività di sicurezza in luoghi sensibili come porti, aeroporti, tribunale e ospedali”.

La replica dell'ufficio stampa di Ksm:
"Il Dott. Luciano Basile, Amministratore delegato della Ksm Spa, impegnato nel risanamento e rilancio dell'azienda, ribadisce l'impegno per un costruttivo confronto con Sindacati, Istituzioni ed Organismi Datoriali al fine di ripristinare condizioni di mercato nel settore della sicurezza e vigilanza, che permettano di tutelare le Aziende del settore che sul rispetto delle regole e dei collaboratori hanno fondato il proprio sistema dei valori. In relazione a quanto riportato da alcuni organi di stampa in merito al licenziamento di 405 dipendenti, comunicato dalla Uiltucs Sicilia e della Fisascat Cisl Sicilia, la società Ksm Spa intende precisare quanto segue. L’azienda, una delle più importanti realtà a livello regionale e facente parte di un gruppo leader a livello nazionale nel settore della Sicurezza, con oltre 7.000 collaboratori, dichiara la sua intenzione a non proseguire i servizi che non garantiscano margini idonei a mantenere e tutelare i diritti di tutti i lavoratori della società. L’azienda, come conseguenza di questa incresciosa situazione, ha aperto un tavolo di collaborazione con tutte le organizzazioni sindacali, al fine di limitare, per quanto possibile, i disagi e i sacrifici per i propri collaboratori derivanti dalla mobilità, e ripristinare le normali condizioni di mercato e di legalità, in un settore che in questi anni ha sofferto di una deregulation e di una guerra dei prezzi insostenibile. La procedura di mobilità scelta è quella che al momento garantisce la maggiore tutela ai lavoratori. Per fare qualche esempio nel caso recente dell’Aeroporto di Catania l’offerta più bassa si è aggiudicata intorno ai 13 euro l’ora e lo stesso è accaduto per il Tribunale di Siracusa. Si pensi che le tabelle del costo orario del Ministero del Lavoro per il settore della sicurezza specificano che la tariffa è di 19,55 euro l’ora. “Dopo l’abolizione delle tariffe minime di legalità e la sostanziale liberalizzazione del mercato – spiega il Dott. Luciano Basile, Amministratore Delegato della Ksm, - si è assistito ad una deregulation e a una spasmodica ricerca del minor costo da parte di committenze private e pubbliche, con livelli di aggiudicazione dei servizi a valori ben inferiori anche rispetto a quelli minimi del costo del lavoro fissati dai contratti vigenti. Il perdurare di questa situazione porta a dovere operare una doppia scelta: da un lato quella, dolorosa, di porre le condizioni per potere continuare ad assicurare i livelli occupazionali e la qualità del servizio che aziende serie devono e vogliono garantire, rinunciando di conseguenza a quei servizi che non assicurino quantomeno il minimo di margine per rispettare i diritti dei collaboratori; dall’altro, di esprimere il proprio fermo impegno, al fianco di Istituzioni, Sindacati, Organi di vigilanza e Controllo, per combattere questo dilagante malcostume che sta generando un mercato senza regole certe, a totale discapito dei lavoratori”.