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Ultimo appello per l'Aras
I conti in commissione Bilancio


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Il fallimento dell'Associazione allevatori.

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PALERMO - Dopo l’istanza di fallimento arriva il momento dei conti. I libri contabili dell’Aras, associazione regionale allevatori della Sicilia, sono stati resi disponibili alla commissione Bilancio dell’Ars venerdì scorso. L’associazione era stata dichiarata fallita il due marzo dal tribunale civile di Palermo, in seguito all’istanza presentata da sei lavoratori che non percepivano da mesi lo stipendio. Dall’esame delle perdite dell’ente, unico responsabile in Sicilia per i controlli sugli allevamenti, dipende ora il destino delle oltre cento persone assunte e del servizio pubblico di monitoraggio del bestiame.

Tutto è partito da un’istanza presentata da sei dipendenti che da più di undici mesi non prendevano lo stipendio. Nel documento presentato al giudice fallimentare del tribunale civile di Palermo, i sei chiedevano di dichiarare il fallimento dell’Aras, che sarebbe stata in uno stato di insolvenza e non in grado di fare fronte ai propri obblighi nei confronti dei dipendenti. Il due di marzo scorso il tribunale ha dato ragione ai sei firmatari del ricorso, dichiarando sospesi i circa centoventi dipendenti dell’ente.

“Noi abbiamo cercato di andare incontro all’Aras, ma ci sono state molte mancanze, soprattutto nell’assessorato all’Agricoltura - dichiara Vincenzo Vinciullo, parlamentare di Ncd e presidente della commissione bilancio –. L’assessore Cracolici si è comportato spesso come se non volesse condividere nulla sull’argomento, che evidentemente considera un proprio feudo personale”. Subito dopo che era circolata la notizia del fallimento, Vinciullo aveva convocato la commissione bilancio e sollecitato l’Aras alla consegna dei bilanci: “Non abbiamo avuto nulla fino a venerdì, quando sono state consegnate le carte. Ora si tratta di capire a quanto ammontano le perdite dell’Aras – dice ancora Vinciullo – se sono contenute, la Regione potrebbe cercare di dare una mano, ma se siamo sull’ordine della decina di milioni di euro l’Aras va considerata definitivamente fallita”.

"Non ci stiamo occupando del disavanzo ma di un fallimento. Abbiamo fatto tutto il possibile. Solo nel 2016 abbiamo erogato quattro milioni e mezzo, ben più dei due spettanti per l'anno. La Regione ha fatto tutta la sua parte. Non so di cosa parli Vinciullo", risponde l'assessore Cracolici.

L’Aras è un’associazione regionale di allevatori, ed è per legge l’unico ente che può svolgere controlli e mantenere l’anagrafe del bestiame in tutta la Sicilia, compito che ha ricevuto in delega dall’Aia, Associazione Italiana Allevatori. Riceve fondi soprattutto dal Ministero delle Politiche Agricole e dalla Regione, sia con una voce di bilancio apposita che con finanziamenti dall’assessorato all’agricoltura. L’interruzione del servizio svolto dall’Aras potrebbe avere gravi ripercussioni sugli allevatori siciliani e sulla loro possibilità di vendere la propria carne, ed è per garantire continuità ai controlli che l’assessore Cracolici ha incontrato giovedì scorso il direttore generale dell’Aia Roberto Maddé. Se i lavoratori dell’Aras non potessero riprendere servizio, la prospettiva è di un intervento diretto dell’Aia sui controlli agli allevamenti siciliani.

Chiedono invece una sospensione della sentenza del Tribunale fallimentare i sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e Confederdia, che in una nota congiunta invocano anche l’apertura di un tavolo con il curatore fallimentare di Aras per fare in modo che i dipendenti dell’ente tornino subito al lavoro e garantiscano il servizio di controllo sul bestiame.

Nel caso non fosse possibile fare ripartire i lavori dell’Aras, l’idea su cui si stanno orientando sia la politica che i sindacati è quella di affidare i controlli a un altro ente, che potrebbe essere l’Aia, come prospettato da Cracolici, o l’Istituto Sperimentale Zootecnico, secondo l’orientamento di Vincenzo Vinciullo e dei sindacati.

“E’ indispensabile trovare in tempi brevi soluzioni a tutela del settore zootecnico siciliano gravemente danneggiato dal fallimento dell’Aras ”. Lo dicono i parlamentari regionali del PD Mario Alloro, Giuseppe Arancio e Giovanni Panepinto. L’Aras – spiegano i parlamentari regionali – ha da sempre svolto un ruolo fondamentale, un’attività di assistenza e di controllo, rivolto al benessere degli animali e alla ‘tracciabilità e di tenuta dei registri genealogici che non può assolutamente essere interrotto. A rischio, - continuano - c’è la sopravvivenza di centinaia di aziende zootecniche che non potranno accedere ai alle risorse stanziate dall’Unione Europea per la zootecnia siciliana, oltre che il futuro per 115 lavoratori che in questi anni hanno acquisito una professionalità specifica garantito l’assistenza tecnica ed i controlli sugli animali. E’ urgente – concludono - trovare una valida soluzione che consenta di evitare di penalizzare gravemente la zootecnia e l’agricoltura della nostra regione