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La manovra

Finanziaria, lo 'strappo' dell’Ars
“Proroga dell’esercizio provvisorio”


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Ardizzone: “Il governo non ha portato i documenti necessari. Tutto rinviato ad aprile”.

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PALERMO - “Il governo regionale non ha prodotto i documenti contabili necessari all’esame della Finanziaria. Invito la giunta a predisporre la proroga dell’esercizio provvisorio fino al 30 aprile prossimo”. Le parole del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ufficializzano l’ennesimo strappo. Il segno del cortocircuito istituzionale ormai evidentissimo. I deputati si “ribellano” e così, anche stavolta è tutto rimandato. Ardizzone ha anche deciso di rinviare la seduta dell’Ars al 28 marzo.

“Fin dal mio insediamento – ha spiegato il presidente dell’Ars - avevo detto che non avrei fatto approvare finanziarie-omnibus. Non permetterò che il governo presenti 200 emendamenti che contengono tutto e il contrario di tutto da approvare la notte del 30 marzo. Se avessimo dato retta al governo regionale avremmo approvato la ‘finanziaria secca’ il 30 dicembre e ci saremmo accorti troppo tardi che mancavano alcune cose, come i soldi per i disabili. Dobbiamo fare tutto con calma, avere il tempo per esaminare ogni articolo e ogni emendamento. Staremo in Aula trenta giorni a esaminare tutto, articolo per articolo, alla luce del sole. Non verrà approvato nulla solo sulla scia di qualche emergenza che scoppierà all’ultimo momento”.

Un “alt” dovuto anche alle recentissime novità che arrivano dalla giunta. “Il governo poche ore fa – ha detto il presidente della Commissione bilancio, Vincenzo Vinciullo - ha spostato 16 milioni dalla Formazione e 34 dai comuni per darli ai disabili. Tutto questo, mentre è in corso l’esame della Finanziaria. Come facciamo a portare a termine una manovra, se tutto cambia di minuto in minuto. Questo – ha aggiunto - non è un pascolo abusivo e oggi non siamo nelle condizioni di portare avanti una manovra di bilancio e una Finanziaria, solo perché attendiamo che queste ulteriori variazioni arrivino dal governo all’Ars per esaminarli”.

E poi, c’è ancora in piedi il “caso Riscossione”: “Il governo - ha detto Vinciullo - ci chiede 130 milioni per Riscossione Sicilia, ma non sappiamo a cosa servono. In questi anni abbiamo sempre garantito milioni a Riscossione. Ma vorremmo sapere a cosa servono questi altri che vengono richiesti”.

Critiche al governo anche dai Centristi: “Durante questo esercizio provvisorio – ha detto il capogruppo Mimmo Turano - Crocetta non è mai intervenuto in commissione bilancio a illustrare la sua finanziaria. Se avessimo sul tavolo una proposta del governo lavoreremmo anche di notte. Ma se il governatore non passa nemmeno dall’Ars, è tutto inutile. Non siamo in condizioni di operare”. Stesso concetto espresso dalla deputata di Grande Sud, Bernadette Grasso: “Se il governo non fa pervenire in Commissione bilancio le relazioni tecniche e i documenti, abbiamo le mani legate. Un governo inerte e inetto non ci consente di svolgere il nostro mandato di parlamentari”.

“Quando ho proposto la proroga dell’esercizio provvisorio – l’accusa del capogruppo del Psi, Giovanni Di Giacinto - sono stato attaccato dal presidente Crocetta che ha parlato di ‘orrore’. Meno male che quella volta abbiamo rinviato tutto, perché nel frattempo non è stato risolto nessuno dei problemi della Sicilia. Nonostante ciò, domattina Crocetta dirà che la colpa è del parlamento che non risolve i problemi, mentre lui, come è evidente, ha risolto tutto. Noi siamo qua per provare a risolvere i problemi della Sicilia e continuiamo a farlo anche oggi. Proprio quello che non viene fatto dal presidente Crocetta”.