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Il caso a realmonte

Ticket per Scala dei Turchi?
E' guerra di carte bollate


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La sfida tra un privato che sostiene di essere il proprietario dell'area e il Comune.

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AGRIGENTO - Ricomincia la guerra a suon di carte bollate tra il comune di Realmonte e colui che oggi risulterebbe il “proprietario” della Scala dei Turchi, Ferdinando Sciabarrà, oggi pensionato, ex dirigente della Camera di Commercio. L’occasione è la quella della selezione di 15 operatori, da reclutare tra i giovani abitanti di Realmonte, lanciata dall'associazione ambientalista MareAmico, alla quale Sciabbarrà ha affidato la pulizia e la tutela del bene stabilendo di fatto un prezzo per l’entrata nella marna bianca candidata a divenire Patrimonio dell’umanità Unesco, in un iter lungo bloccato anche dalla conflittualità tra il privato e il comune di Realmonte guidato dal sindaco Lillo Zicari.

Zicari non ci sta: non vuole sentire parlare di un biglietto per l’ingresso alla Scala e ha incaricato un legale di accertare la paternità del bene per fermare un sistema che dovrebbe partire dal primo maggio, ribadendo ancora il suo secco "no" alla privatizzazione dell'area. "Per la comunità dei Realmontesi che rappresento – scrive il sindaco in un comunicato - ma anche per tutti coloro che da sempre frequentano la Scala dei Turchi mi corre l’obbligo, dopo le notizie diffuse da chi ritiene di essere legittimato a gestire il bene, di contestare decisamente questa prospettazione. La Scala dei Turchi, uno dei maggiori attrattori siciliani, è un bene dell’umanità, e come tale deve essere fruibile liberamente da parte di tutti, per cui non si riconosce alcuna validità ed efficacia giuridica ad eventuali atti di concessione da parte da chi si ritiene, secondo noi infondatamente, proprietario esclusivo”.

Il sindaco procede quindi per vie legali cercando di porre fine a una iniziativa, quella dell’ingresso a tre euro, che non ha mai avuto l’avvallo del Comune, nonostante l’ultima richiesta di MareAmico, che ha lanciato un nuovo l’appello a Zicari per concordare una gestione condivisa. Il primo cittadino non lascia però spiragli per una possibile intesa: “L’Amministrazione Comunale – spiega Zicari - ha dato incarico ad un proprio legale, di tutelare i diritti e gli interessi dell’intera comunità realmontese e della collettività indeterminata di cittadini che da sempre fruiscono del bene contro il tentativo di appropriazione esclusiva da parte di alcuni soggetti”. Il sindaco spiega comunque che sarà l’amministrazione comunale a prendersi cura di quello che è diventato uno dei simboli siciliani più conosciuti all’estero: "Non lasceremo però incustodita la Scala dei Turchi – spiega -, la sua tutela è una priorità di questa amministrazione e infatti, già prima dell’inizio dell’estate, personale del Comune sarà presente sui luoghi, con due turni giornalieri, mattina e pomeriggio, per garantire e svolgere compiti di informazione, prevenzione, tutela e pulizia. La Scala dei Turchi è sempre stata idonea all’uso pubblico, e non è mai stata atta al soddisfacimento dell’interesse privato di alcuni soggetti. È una falesia viva di marna bianca che per sua morfologia è assolutamente incompatibile con un uso personale". Dall’altro lato, a partire dal primo maggio, dopo la formazione per i nuovi operatori, è stata annunciato l’inizio del nuovo corso: eccetto abitanti di Realmonte e Porto Empedocle e minori di 12 anni, il biglietto sarà di tre euro.