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Gli incarichi

Crocetta scatenato sulle nomine
I grillini: "Qualcuno lo fermi"


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Dopo l'Ircac, il governatore nomina un fedelissimo, Gaetano Montalbano, amministratore unico Seus. Folle corsa del presidente per "salvare" gli amici


PALERMO - Crocetta corre a salvare gli amici e fedelissimi. Dopo quattro anni di commissariamenti selvaggi, di enti lasciati senza capi, di soluzioni sempre provvisorie e zoppicanti, il governatore a sette mesi dalla fine della legislatura scopre la necessità di dotare enti regionali e società partecipate di nuovi presidenti, di nuovi consigli di amministrazione, di nuovi amministratori unici. Tutti amici e fedelissimi, ovviamente. In molti casi animatori del suo nuovo movimento. Un “incrocio” tra amministrazione e politica che fa pensare alle prossime elezioni. Quando potrebbe pesare anche la gestione di enti da migliaia di lavoratori.

È il caso della Seus. Azienda che gestisce il delicatissimo servizio delle ambulanze del 118. Oggi l'assemblea dei soci composta dalla Regione e dalle Asp (quindi, di fatto, dal governo regionale) ha deciso di nominare come amministratore unico Gaetano Montalbano che aveva finora guidato il Consiglio di gestione. Trattandosi di società in house, non c'è la necessità di nominare un consiglio di amministrazione. E così, una azienda che ha in libro paga la bellezza di 3.235 dipendenti. E in questi mesi ha conferito diversi incarichi legali e di formazione. Una potenziale macchina del consenso, attorno alla quale ruotano 3.500 persone quindi. Nelle mani di un fedelissimo di Crocetta. In tutti i sensi. Montalbano è stato infatti un componente dell'Ufficio di gabinetto del governatore, animatore prima del Megafono e oggi di “Riparte Sicilia”. Il nuovo incarico dovrebbe garantirgli una permanenza in Seus per i prossimi cinque anni. E così, anche il governo frutto delle prossime elezioni dovrà (per forza) contare sulle capacità amministrative di Montalbano.

Insomma, Crocetta corre a salvare gli amici. A garantire loro un futuro. Ieri era stato il caso del consulente personale Sami Ben-Abdelaali. Anche lui un fedelissimo e consulente personale del presidente della Regione con la mansione di “assistenza all'Organo Politico nelle relazioni con i Paesi del Mediterraneo, Africa e Mondo Arabo” e un compenso da 37 mila euro per dieci mesi di lavoro. A dire il vero, in questo caso, trattandosi di un esterno della pubblica amministrazione a capo di un ente pubblico, la nomina dovrà essere ratificata dalla Commissione affari istituzionali dell'Ars, che dovrà anche verificare la sussistenza dei titoli del nuovo amministratore. E su questa nomina, arrivano i dubbi del Movimento cinque stelle: “Parecchie cose non tornano. Vorremmo infatti capire – dicono i deputati grillini - se per i titoli conseguiti in Tunisia dall'uomo buono per tutte le poltrone sia stato emanato il decreto di equipollenza. Inoltre non basta averlo messo a collaborare alla presidenza della Regione per farlo considerare un interno all'amministrazione regionale: Sami Ben Abdelali era e resta un esterno, e in base alla recente legge del nostro Salvatore Siragusa, le nomine degli esterni devono prima passare al vaglio della Prima Commissione dell'Ars. Cosa che non è avvenuta”. Il Movimento annuncia anche l'intenzione di inviare le carte all'Autorità nazionale anticorruzione.

Nel frattempo Crocetta, dopo aver confermato l'anno scorso il Segretario generale Patrizia Monterosso nonostante qualche grana giudiziaria della burocrate, si è anche impegnato a “convincere” Antonio Fiumefreddo a non dimettersi da Riscossione Sicilia, dopo le polemiche di queste ore. E le settimane che verranno porteranno con sè altre scadenze da rivedere. A giugno, infatti, scade il contratto di Antonio Ingroia. Ma in quel caso, ecco il rischio di non poter rinnovare quell'incarico, visto che a quel punto ci si troverebbe all'interno del cosiddetto “semestre bianco” entro il quale non è più possibile conferire nuovi incarichi, se non quelli di commissario. Una differenza sostanziale, visto che il commissario, a differenza dell'amministratore, potrebbe essere sostituito dal governo che verrà. Proprio per questo, filtra dagli uffici governativi, sembra che la Regione stia pensando di anticipare l'assemblea dei soci (la Regione è socio unico) per giungere a un “rinnovo” che possa blindare anche Ingroia per i prossimi anni.

Insomma, Crocetta corre ai ripari. Con una solerzia e una puntualità degna del miglio Lombardo di fine legislatura. Proprio quel governatore che spinse l'Ars a varare la norma “blocca-nomine” di fronte al diluvio di incarichi fiduciari. E adesso anche il Movimento cinque stelle chiede l'approvazione di “una legge sullo spoils system che impedisca ai governi di imporre nomine di amici e persone vicine per blindare posti chiave per anni. E' assurdo – dicono i deputati del M5S – che chi vince un'elezione non possa nominare figure chiave e si debba ritrovare fra i piedi nominati di partito nei posti fondamentali, per giunta blindati per anni, senza potere provvedere a sostituirli. È una grossa anomalia che va corretta, nel resto del Paese c'è questa possibilità, si chiama spoils System ed è ora che si applichi anche in Sicilia”.