Live Sicilia

Il caso

Bufera su Ast, contributo a rischio
L'Europa: "E' un aiuto di Stato"


Articolo letto 11.548 volte
ast, autolinee, commissione europea, contributi, crocetta, finanziamenti, finanziaria, finocchiaro, partecipate, regione, società, ufficio legislativo e legale, unione europea, Politica

Indagine della Commissione europea sulla società regionale. L'ombra del fallimento sull'azienda


PALERMO - L'indagine è scattata nel luglio scorso. E rischia di far fallire una delle più grandi e importanti società regionali. La Commissione europea ha chiesto alla Sicilia spiegazioni sull'Ast, la Spa che si occupa del trasporto nell'Isola. Secondo l'Europa, i finanziamenti concessi ogni anno alla Partecipata potrebbero rappresentare un illegittimo “aiuto di Stato”. In quel caso sarebbe necessario il recupero delle somme stanziate in bilancio in favore dell'azienda.

E parliamo di cifre enormi. Per intenderci, nel 2016 in Finanziaria è stato previsto un contributo all'Ast di 24,9 milioni di euro. Nella nuova legge di stabilità la somma individuata è leggermente inferiore: poco più di 23 milioni di euro. Soldi che la Sicilia rischia di dove restituire, insieme a tanti altri.

Se infatti l'Unione europea porterà fino in fondo l'indagine, giungendo alla contestazione dell'infrazione, il rischio è quello di dover restituire tutte le somme erogate come contributo ad hoc fin dalla trasformazione dell'Ast da ente pubblico in società per azioni. Una decina d'anni, insomma. E una cifra complessiva che si aggirerebbe attorno ai 200 milioni di euro rappresentati dai contributi “extra” che la Regione destina alla società, oltre a quelli garantiti ogn anno dall'assessorato alle Infrastrutture.

A quel punto, la sorte della società sarebbe segnata. E anche negli uffici regionali la preoccupazione è tanta: le criticità sollevate dalla Commissione europea sarebbero infatti molto fondate. Ma il “buco” avrebbe conseguenze enormi sull'intero bilancio della Regione. Una classica spada di damocle, sull'azienda che attualmente è guidata da Massimo Finocchiaro, un fedelissimo di Rosario Crocetta e animatore del movimento del governatore “Riparte Sicilia”.

È il 20 luglio scorso quando l'Ufficio legislativo e legale della Regione trasmette al governo e agli uffici un Telespresso della “Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea” e la nota con cui la Commissione europea chiede chiarimenti sulla concessione di un “presunto aiuto di stato” da parte della Regione all'Ast.

Una richiesta che segue un esposto dell'Anav (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori), una associazione che rappresenta circa settanta aziende di settore. I primi di agosto, allora, l'Ufficio legislativo e legale chiede alcune informazioni sullo stato dell'azienda all'Ufficio partecipazioni dell'assessorato all'Economia. Il timore è concreto: una procedura di infrazione, come detto, porterebbe certamente al fallimento di una azienda che oggi dà lavoro a quasi 900 persone. E i dubbi sono tanti anche perché, nel frattempo, si avvicina la sessione di bilancio. Come comportarsi di fronte al contributo per Ast previsto anche nella prossima Finanziaria? Cosa fare di fronte al rischio, formalizzato dall'Unione europea, che anche quei 23 milioni possano essere considerati illegittimi “aiuti di Stato”?

E così, la Regione torna a chiedere chiarimenti all'Ufficio legislativo e legale che il 28 febbraio scorso, sostanzialmente, indica la strada da seguire: la Regione potrà garantire i finanziamenti ad Ast in attesa che la Commissione europea termini la propria indagine. Nel frattempo, si proverà a salvare il salvabile.

In che modo? È previsto che quel tipo di contributo finito nel mirino dell'Europa possa essere legittimamente concesso alle spa sotto forma di “compensazione per gli obblighi legati allo svolgimento di un servizio pubblico”. Un contributo, quindi, che ripagherebbe un'azienda per il fatto di garantire, ad esempio, tratte non economicamente vantaggiose, ma necessarie anche per una minoranza dei siciliani. Ma i criteri per l'assegnazione di questo tipo di contributo dovrebbero essere indicati in maniera oggettiva e trasparente. Oggi invece alla Regione non c'è alcun regolamento in questo senso.

Ma al di là del responso dell'Unione europea, saranno mesi decisivi per il futuro dell'Ast. E non solo per questa azienda. Entro la fine del mese, infatti, il governo regionale dovrebbe portare a termine una “revisione straordinaria” delle società partecipate. Dovrà verificare, insomma, anche bilanci alla mano, quali mantenere in vita come “strategiche” e quali invece sono destinate alla vendita o alla liquidazione. Entro l'anno solare, poi, scadranno anche molte delle concessioni per le autolinee siciliane. È possibile che giunga una proroga. Ma entro un anno e mezzo, probabilmente tutte le tratte saranno “messe a bando”. E l'Ast si troverebbe a correre insieme alle altre aziende. Sempre che l'Europa non vada fino in fondo. Se quei contributi saranno considerati “aiuti di Stato”, la società alla quale Crocetta voleva addirittura mettere le ali e trasformare in una compagnia aerea, rischia di trovarsi con le ruote sgonfie. E in bilico, col fiato sospeso in attesa delle decisioni dell'Ue, adesso, si trovano 900 lavoratori.