Live Sicilia

Messina

Nuovo colpo alla mafia dei Nebrodi
Sequestro di beni, indagini sui Caf


Articolo letto 9.664 volte
, Enna, Messina

Il blitz della Direzione investigativa antimafia: nel mirino Giuseppe Pruiti. VIDEO

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - E' Giuseppe Pruiti, 47 anni, indicato come il capo della cosca di Cesarò, che opera in dipendenza dal clan Santapaola-Ercolano, il destinatario del sequestro dei beni eseguito dalla Dia di Catania nell'ambito di un'inchiesta sulla mafia dei Nebrodi della Dda della Procura di Messina. Le operazioni sono dirette dal primo dirigente della polizia di Stato Renato Panvino. Le indagini, rafforzate dopo l'attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, sono incentrate su cospicue erogazioni di contributi Agea a persone direttamente o indirettamente collegate con associazioni mafiose della zona. Tra i soggetti monitorati dalla Dia anche Angioletta Triscari Giacucco, convivente dell'ergastolano Giuseppe Pruiti. Quest'ultimo, arrestato nell'ambito dell'operazione "Nitor" nel 2004, è stato condannato con sentenza passata in giudicato per associazione mafiosa ed omicidio perché ritenuto responsabile in concorso dell'uccisione di Bruno Sanfilippo Pulici, allevatore di Maniace. Suo fratello, Giovanni Pruiti, è stato sottoposto a fermo, insieme al noto boss mafioso Salvatore 'Turi' Catania, nell'ambito di un'inchiesta della Dda della Procura di Catania. Il Tribunale di Messina, condividendo le conclusioni investigative ed accogliendo la proposta avanzata dal direttore della Dia, ha disposto il sequestro dei beni di cui Pruiti risulta disporre direttamente o indirettamente, consistenti in imprese operanti prettamente nel settore agricolo e nella ristorazione, numerosi terreni agricoli, fabbricati ubicati in Cesarò (ME) e Catania, diversi veicoli, centinaia di titoli ordinari Agea e rapporti finanziari in corso di quantificazione

"Lo Stato c'è e fa sentire la propria presenza nel territorio. Un grande segnale di fiducia che da' forza alla grande battaglia che si sta compiendo per liberare i Nebrodi dall'oppressione mafiosa e per restituirli agli imprenditori agricoli onesti e ai giovani. Poco fa ho sentito il capo centro della Dia di Catania, Renato Panvino, per esprimere il più vivo apprezzamento e la più sincera gratitudine a nome anche di tutti i cittadini onesti che credono nella giustizia e nella legalità". Lo afferma Fabio Venezia, il sindaco di Troina (Enna) che vive sotto scorta per le minacce subite dalla mafia dei Nebrodi, sull'operazione della Dia di Catania coordinata dalla Dda della Procura di Messina.