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IL DISCORSO

"La mafia non ha onore"
L'attacco del presidente Mattarella


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Il capo dello Stato partecipa all'incontro con i familiari delle vittime organizzato da Libera.

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PALERMO - "I mafiosi non hanno senso dell'onore o del coraggio. I loro sicari colpiscono con viltà persone inermi". Forte richiamo antimafia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Locri, nell'incontro con i familiari delle vittime innocenti delle mafie nell'ambito della XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata da Libera. "L'Italia ha fatto passi avanti nella lotta alle mafie ma è necessario non fermarsi. Bisogna prosciugare le paludi dell'arbitrio della corruzione, che sono quelle dove la mafia prospera", ha concluso il capo dello Stato.

Letti nel corso della cerimonia gli oltre 950 nomi di vittime innocenti delle mafie. Mattarella è accompagnato dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, e dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi. Piersanti Mattarella, fratello del Presidente della Repubblica Sergio, è una delle vittime di mafia il cui nome è stato letto dai familiari delle vittime innocenti di mafia nel corso dell'incontro a Locri con il Capo dello Stato. Un applauso ha accompagnato la lettura dei nomi.

"Le mafie, non risparmiano nessuno. Uccidono, certo, chi si oppone ai loro interessi criminali. Ma non esitano a colpire chiunque diventi un ostacolo al raggiungimento dei loro obbiettivi. Che sono denaro, potere, impunità. Per questo motivo - ha concluso Mattarella - la lotta alle mafie riguarda tutti. Nessuno può dire: non mi interessa. Nessuno può pensare di chiamarsene fuori".

"Una carezza che mi ha dato serenità", così la figlia di Nicola Ruffo, ucciso a Bari nel 1974, spiega commossa l'abbraccio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Gli ho chiesto - aggiunge - di rompere il cerimoniale e di abbracciarmi. Non è stato l'abbraccio del presidente della Repubblica, ma quello di un fratello che ha negli occhi il mio stesso dolore". Il capo dello Stato, racconta la donna, "mi ha detto che capisce la mia sofferenza".